“Solidarietà e vicinanza personale e politica nei confronti dei riders”

Così il capogruppo del Partito democratico in Regione, Tommaso Bori
Perugia

“Solidarietà e vicinanza personale e politica nei confronti dei riders, tutti quei ‘lavoratori invisibili’ che, con la pandemia, sono diventati una fascia esposta al rischio di contagio da Covid19 e che sono invece un tassello fondamentale per il commercio online”. Così il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori in una “nota condivisa con Sarah Bistocchi (sua omologa al Comune di Perugia)” in cui esprime “vicinanza nel giorno del ‘, la mobilitazione dei riders”.

“Il particolare momento contingente – spiega Bori – ha fatto emergere le particolari criticità in tema di sicurezza, di prevenzione e di tutela della salute. I riders infatti, nei mesi scorsi e in questo momento, hanno svolto e svolgeranno ancora un servizio indispensabile, soprattutto quando consegnano cibo o spesa di prodotti di prima necessità a persone anziane, malate o non autosufficienti”.

“È giunto il momento, dunque – osserva il capogruppo Dem - di accelerare l’iter della proposta di legge che abbiamo presentato in Consiglio regionale. Un provvedimento in cui chiediamo di attivare un monitoraggio e una verifica della messa in atto degli strumenti previsti; verificare la predisposizione della tutela assistenziale e previdenziale finalmente diventata obbligatoria; introdurre strumenti operativi, come il portale del lavoro digitale per incrociare i dati e verificare più facilmente l’attuazione delle misure previste, creare la Consulta dell’economia e del lavoro digitale, organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro composto non solo dai rappresentanti istituzionali ma anche dalle parti sociali e sindacali. Ed ancora, protocolli di intesa con Inps e Inail per l’attuazione e la verifica delle tutele previdenziali e assicurative”.

“Mi auguro – continua Bori - che, con questa legge, dalla terra della Marcia della Pace e dei diritti giunga a questi lavoratori un gesto di attenzione e tutta la stima e riconoscimento che gli è dovuto da tutti noi. Questi lavoratori, spesso senza voce – conclude -, non possono essere dimenticati e c’è bisogno dunque di sostenerli”.