L’ultimo consiglio regionale non vota il bilancio di previsione 2020-2022

La nuova giunta rischia il ricorso all’esercizio provvisorio se non approverà, entro il 31 dicembre, il documento  finanziario preparato dalla ex giunta Marini
Perugia

Ultime scaramucce in consiglio regionale prima che cambi tutto con il voto del 27 ottobre.
   Ieri, venerdì 18 ottobre, è saltato il voto sul bilancio di previsione 2020-2022.
  Secondo le procedure ciò significa che la nuova giunta rischia il ricorso all’esercizio provvisorio se non approverà, entro il 31 dicembre, il documento  finanziario preparato dalla ex giunta Marini. Inoltre, stando a questa situazione, se non riuscirà ad approvare il nuovo bilancio di previsione, avrà, per tutto il 2020, una capacità di spesa ridotta, non potendo contare su una programmazione ma dovendo decidere gli interventi mese per mese.
   C'è chi ci ha visto un dispetto verso quelli che saranno chiamati ad amministrare l'Ente.
   Per il capogruppo della Lega Valerio Mancini quello compiuto «è un atto immotivato e di una bassezza politica che è tipica di questa amministrazione. Un’opposizione che non può votare a favore del bilancio ma per senso di responsabilità si sarebbe astenuta garantendo così il numero legale. Ora non ci possono attribuire responsabilità che non abbiamo e che non possono essere in alcun modo dimostrate».
   Dal canto suo la Presidente dell’assemblea legislativa, Donatella Porzi, dà una sua versione dei fatti, affermando che «quello che ci si apprestava a votare era un atto «squisitamente tecnico che doveva servire a evitare lo spettro dell’esercizio provvisorio».
 «Nei giorni scorsi in sede di riunione di capigruppo – dice Porzi – il presidente Paparelli aveva chiesto che l’atto, appunto perché tecnico, fosse il più possibile condiviso, quindi votato da tutti. La futura giunta avrebbe poi potuto apportare aggiustamenti. A questo non ha fatto seguito un atteggiamento responsabile della minoranza e perciò il voto è saltato».
   Sta di fatto che ora la nuova Giunta, una volta insediata, avrà solo un mese di tempo per portare l’atto in consiglio.