Dirigente regionale indagato per illecita assunzione

Chiesto il rinvio a giudizio del dottor Gianni Giovannini
Perugia

La Procura di Perugia indaga per abuso d’ufficio un dirigente della Regione. Secondo gli inquirenti il dirigente avrebbe alterato un concorso pubblico allo scopo di favorire l’assunzione del figlio di un altro noto ex dirigente, peraltro ex presidente del collegio dei maestri venerabili dell'Umbria, Antonio Perelli, nonché ex dirigente dirigente del Servizio accreditamento della direzione sanitaria della Regione, recentemente rinviato a giudizio poprio per la gestione clientelare del servizio stesso.
Come riporta il Corriere dell'Umbria il Pm vuol vederci chiaro sull'assunzione al Ceas (Comitato etico delle aziende sanitarie dell'Umbria) "con atti orientati alla sola realizzazione di un interesse collidente con quello per il quale il potere gli era stato attribuito".
Ma per il pm ha anche " intenzionalmente" procurato a Francesco Perelli un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nel compenso annuo di 34.177 euro. Inoltre, "pur essendo a conoscenza dell'assenza dal lavoro di Perelli circostanza peraltro ripetutamente segnalata dai colleghi di lavoro non adottava i provvedimenti previsti dalla legge e dal contratto individuale di lavoro; in particolare non chiedeva che il lavoratore relazionasse periodicamente sull'attività svolta, non applicava penali sul compenso, non recedeva dal contratto di lavoro, non ne chiedeva la risoluzione per inadempimento".
E' per tutti questi motivi che il sostituto procuratore, Mario Formisano, ha chiesto il rinvio a giudizio del dottor Gianni Giovannini, dirigente del Servizio Programmazione dell'assistenza ospedaliera, accreditamento, autorizzazioni sanitarie e sociosanitarie della Regione Umbria. Giovannini, difeso dagli avvocati Giacomo Leonelli e Gabriele Stafficci, rivendica la correttezza del proprio operato. "Alla luce delle indagini, comprese quelle integrative da noi richieste con memorie - sostengono i legali -, riteniamo che il nostro assistito sia estraneo ai fatti oggetto d'imputazione, avendo operato in adempimento dei propri doveri d'ufficio nell'interesse generale e della pubblica amministrazione". La difesa ha preparato una memoria difensiva in cui ricostruisce passo passo i motivi per cui Giovannini andrebbe prosciolto. Lo deciderà presto il gip. L'inchiesta era nata da un'annotazione dei Nas nell'ambito dell'inchiesta "Piramide" per cui recentemente Antonio Perelli e altri sono stati rinviati a giudizio per associazione per delinquere.