Regione, approvata a maggioranza rimodulazione dei fondi europei Fse e Fesr

I voti a favore sono stati 12 (Lega, Fdi, FI, Tesei presidente per l’Umbria) mentre Fora (Patto civico per l’Umbria) si è astenuto per il Fse e ha votato contro al Fser
Perugia

LAVORI D’AULA (1): L’ASSEMBLEA PRENDE ATTO DELLA NOTA DI AGGIORNAMENTO DELLA RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO, ANNO 2019

L’Aula di Palazzo Cesaroni, dopo una lunga discussione, ha preso atto della “Nota di aggiornamento della relazione sullo stato di attuazione del Programma di Governo e sull'Amministrazione regionale, anno 2019”, illustrata all’Assemblea legislativa dal vice presidente della Giunta, Roberto Morroni.

Dopo la bocciatura della richiesta del capogruppo Pd, Tommaso Bori, di un rinvio della discussione in ragione dell’assenza della presidente Donatella Tesei, Morroni ha spiegato che la Nota si articola in 3 sezioni: le principali attività svolte dal nuovo Esecutivo tra il 27 novembre e il 31 dicembre 2020; l’attuazione della politica di coesione; la gestione dell’emergenza post sisma 2016.

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Paparelli, Bettarelli e Bori-PD, Mancini e Pastorelli-Lega, Pace-FdI, Bianconi-Misto, De Luca-M5S.

“Nel periodo intercorso tra quella data e la fine del 2019 - ha spiegato MORRONI- il nuovo Esecutivo ha adottato 178 atti: 128 delibere ordinarie, 26 discrezionali, 5 informazioni, 1 disegno di legge e 18 decreti del presidente. In quel periodo è stato anche approvato l’esercizio provvisorio in attesa dell’approvazione del Bilancio. È stata poi adottata la razionalizzazione e la riorganizzazione delle direzioni regionali.

Sulla politica di coesione, la Regione Umbria ha raggiunto i target ‘N+3’ [una regola che consente alla Commissione europea di procedere al disimpegno della parte dell'importo in un Programma operativo che non sia stata utilizzata entro il 31 dicembre del terzo esercizio finanziario successivo a quello dell'impegno di bilancio nell'ambito del programma operativo] fissati sia per il POR FESR 2014-2020 che per il POR FSE 2014-2020, ma ha anche conseguito gli obiettivi di realizzazione finanziaria e fisica stabiliti per il 2018 e finalizzati all’assegnazione della cosiddetta riserva di performance, una premialità pari al 6 percento del valore attribuito ad ognuno degli Assi contenuti in ciascun Programma operativo. Anche per le politiche agricole finanziate con il FEASR, i target fissati nel Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 sono tutti stati raggiunti. Il PSR per l’Umbria 2014-2020, da un punto di vista finanziario si colloca tra i primi programmi a livello nazionale per spesa realizzata, ben al di sopra della media nazionale per spesa sostenuta e tra le prime regioni tra quelle che hanno Agea come organismo pagatore. Rispetto alla cosiddetta regola ‘N+3’ sul disimpegno automatico, nel 2019 la Regione Umbria ha raggiunto con ampio anticipo l’obiettivo previsto per il 31 dicembre 2019.

Per quanto riguarda gli interventi a favore della competitività del settore agricolo ed agroalimentare, per la maggior parte dei target fissati è stato raggiunto il valore del 50 percento di quanto previsto. In termini ambientali, i risultati raggiunti sono molto significativi e in molti casi hanno già superato i target previsti. Importanti risultati si sono poi raggiunti anche per le azioni a favore del clima realizzate attraverso la conservazione e il sequestro del carbonio. In lieve ritardo sono invece i risultati relativi alla creazione di nuovi posti di lavoro con solo il 10 percento del target raggiunto rispetto a quanto programmato, così come pure le nuove infrastrutture e servizi alla popolazione rurale che si attestano sullo stesso valore. Nel corso del 2020 sarà prioritario dare particolare attenzione alle misure che necessitano di un ulteriore rafforzamento tecnico, amministrativo e finanziario allo scopo di perseguire non solo il pieno utilizzo delle risorse ma anche il raggiungimento degli obiettivi di risultato programmati.

Il Fondo per lo Sviluppo e la coesione 2007-2013, pur scontando un certo ritardo nell’attuazione, causato anche dalla complicata fase di gestione delle risorse il cui quadro normativo è mutato negli anni, nonché dalla complessità degli interventi, ha raggiunto un livello di realizzazione molto elevato, pari a circa il 90 percento.

Sul post sisma, al 31 dicembre 2019 in Umbria erano presenti: 68 Moduli abitativi provvisori rurali d’emergenza (MAPRE); 776 Soluzioni abitative di emergenza (SAE) e 11 container collettivi. Per quanto riguarda la ricostruzione privata (al 31/12/19) la situazione delle domande di danni lievi risulta essere: 1449 pratiche presentate; 214 richieste autorizzazioni al miglioramento che dovranno essere; 1462 segnalazione di affidamento degli incarichi entro il 30 settembre 2019 e quindi con procedimento avviato; 3363 pratiche mancanti rispetto alla stima dei danni, di cui non si ha al momento certezza che verranno presentate: 3363. Edifici inagibili censiti: 5.654; domande di danni gravi sono 330; 1042 le richieste di definizione livello operativo a cui seguirà presentazione della pratica; 5454 le pratiche mancanti rispetto alla stima dei danni per le quali non si ha la certezza che verranno presentate.

Attraverso le donazioni degli SMS solidali alla Regione Umbria è stato assegnato un finanziamento di 4,8 milioni, suddivisi tra apparecchiature per le scuole, Centri di Comunità e restauro dei beni culturali mobili”.

GLI INTERVENTI

Fabio PAPARELLI (Pd): “Il NOSTRO COMPITO DI MINORANZA È QUELLO DI VERIFICARE IL RISPETTO DELLE REGOLE SIA NEL LAVORO DEL CONSIGLIO CHE DELLA GIUNTA. I modi e i tempi per rispondere agli atti sono stati stabiliti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti. È nostro diritto avere risposte nei tempi previsti su interrogazioni, mozioni ed accesso agli atti. Su questo ci sono inadempienze per le quali andremo fino in fondo. Ci sono atti di sindacato ispettivo, interrogazioni, che da tre mesi attendono risposte, e sono di grande importanza e riguardano diversi tipologie di intervento, sono di estrema attualità perché riguardano temi economici e sociali. L’attuazione del programma è un atto del Presidente della Giunta, quindi, vista l’indisponibilità, oggi, della presidente Tesei eravamo disposti anche a rimandare di qualche giorno questa seduta. La lettera del direttore Dario al presidente dell’Assemblea legislativa Squarta in cui dice che al momento non intende rispondere a interrogazioni e accessi agli atti vuol dire sospensione della democrazia. A questo si è aggiunta un’assoluta chiusura e in qualcuno anche arroganza rispetto alla collaborazione che più volte abbiamo offerto. Avremmo gradito poter presentare qualche proposta utile per le nostre comunità. Rispetto all’esercizio provvisorio del bilancio, nella passata legislatura non avete voluto approvare nei tempi un documento tecnico provvisorio sul quale presentare successivamente variazioni in relazione alla vostre prerogative politiche. È stato approvato con ritardo, in piena emergenza Covid e ad oggi sono state apportate soltanto piccole modifiche, provvedimenti ‘spot’ senza una discussione complessiva sul come affrontare le emergenze sanitaria ed economica in corso. Ad oggi non c’è un piano complessivo da discutere, nemmeno in campo turistico dove non si sta rispettando legge e regolamento: il Masterplan triennale deve essere discusso da quest’Aula. Non ci avete ascoltato sulle lamentele dei medici di base, insoddisfatti rispetto alle dotazioni e sulla mancata attenzione ai servizi sul territorio. Abbiamo visto che i contagi avvenuti nel Paese provengono da due posizioni: da un non adeguato isolamento domiciliare ed abbiamo proposto strutture adeguate, e all’interno degli ospedali. Ad oggi, l’ospedale di Terni, che raggiunge il 70 per cento del fatturato con pazienti extra regione non ha ripreso l’attività, a differenza di quello di Perugia dove molte attività sono nuovamente operative, mentre anche negli altri ospedali le attività continuano ad essere ferme con molti cittadini in attesa di accertamenti e cure. La sanità pubblica ha dato prova di grandissima qualità, nonostante non sia stata emanata una procedura univoca di comportamento. Per il futuro va previsto un Piano alternativo rispetto, speriamo di no, al comunque possibile ritorno della pandemia. All’Umbria non serve un ospedale da campo, ma interventi di ristrutturazione, utilizzando magari anche i fondi Mes per mettere a posto situazioni come l’ex Milizia di Terni e completarla come struttura Covid. provvedimenti assunti dal Parlamento e Consiglio europeo ci mettono a disposizione la possibilità di rimodulare Fesr e Fse, ma stiamo sprecando queste risorse in provvedimenti senza effetto sulla nostra economia e sul tessuto sociale. Manca un piano complessivo da portare in discussione, partecipato e condiviso con le parti sociali, sindacato, associazioni di categoria e con chi vive queste problematiche. Serviva un provvedimento per garantire la liquidità delle imprese con prestiti a tasso zero come ha fatto la Regione Puglia, o la Regione Lazio rispetto agli affitti anche per le imprese. La pandemia provocherà profonde ferite nel tessuto sociale, ma l’assessore Coletto non sa neanche dove sono di casa le politiche sociali. Serve una grande lotta alle povertà. Sul sisma non vediamo novità o passi avanti, così come sta scomparendo dal panorama di questa Regione l’attenzione verso strumenti che avevamo messo in campo noi e per questo non vengono presi in considerazione. Non c’è stata una sola parola, anche da parte del Comune di Terni rispetto al tema dell’area di crisi complessa di Terni e Narni. Nei prossimi giorni presenteremo, insieme alla consigliera Meloni, un Disegno di legge sul tema del diritto alla casa e all’abitazione su cui vorremmo si sviluppasse un confronto sereno e costruttivo”.

Valerio MANCINI (LEGA): “Vorrei replicare al consigliere Paparelli che c'ero anch'io, nella scorsa legislatura, quando fu approvato il Bilancio provvisorio, e dissi che non potevano pretendere il voto favorevole sulle cifre indicate come atto di fiducia, ma garantimmo il numero legale e ci astenemmo, dando la possibilità di approvare l'atto. Quindi respingo con forza quello che ha detto Paparelli, il quale sa bene come sono andate le cose. L'ASSESSORE COLETTO NON AVRÀ GIRATO TUTTA L'UMBRIA MA I FATTI DI COME VENIVA TRATTATA PRIMA LA SANITÀ UMBRA SONO ANCHE SUI GIORNALI DI OGGI. ERAVAMO ULTIMI PER SVILUPPO ECONOMICO, ATTRATTIVITÀ, PERFINO RIGUARDO LA NATALITÀ. CE L'AVETE MESSA VOI L'UMBRIA ALL'ULTIMO POSTO. Sulle mancate risposte degli assessori posso dire che prima era uguale, mille domande senza risposta. Per dare risposte su argomenti importanti come la crisi complessa, serve la collaborazione di tutti, come avviene in Commissione, lo riconosco, ma la soluzione non potrà arrivare solo da quest'Aula, servirà la collaborazione dei parlamentari e di chi rappresenta l'Umbria nell'attuale Governo. Da settembre ci sarà una vera battaglia per il lavoro. Sindaci di sinistra e di destra sono in difficoltà, i bisogni vanno elevati fino al Governo. Dobbiamo salvaguardare la finanza locale, ci saranno bilanci di Regioni compromessi, serve unità. Sul tema mobilità attiva e passiva voglio far notare che con la governatrice Lorenzetti avevamo 32milioni di attivo, dopo dieci anni abbiamo perso 30milioni e la colpa non è della giunta Tesei. Sul sisma siamo al quarto commissario straordinario. Così si complica la vita agli uffici, allungando la catena di comando. Oggi Legnini sembra fare bene. Non diamo le colpe a chi è arrivato cinque minuti fa, sono problemi che si trascinano da anni. Pratiche sospese: nel nostro sistema informatico, alcuni programmi sono del 2002, hanno ancora Windows 7 e non sono aggiornabili. Facciamo cose concrete non puntiamo il dito sulla massa di problemi che tra l'altro voi ci avete lasciato. I cittadini chiedono aiuti per gli affitti. L'Ater ha 16 ilioni di bilancio di cui 9 di crediti non riscossi, chiamati residui attivi, la metà non potranno pagare a causa della crisi, ma l'altra metà sono furbastri. Ci sono anche amministrazioni pubbliche che non pagano gli affitti. Guardare indietro è doloroso, lo capisco, ma allora guardiamo avanti e non otterremo collaborazione fattiva senza i vostri parlamentari. Parlateci, c'è bisogno di chi ci dà una mano. Abbiamo una viabilità da Terzo mondo, ma non è la Tesei che ha smontato le Province. La Giunta ha sollecitato Anas, per anni non ho visto nessuna asfaltatrice sulle nostre strade e ora invece lavori che mettono in ginocchio la Regione. Sono problemi che abbiamo trovato e dobbiamo metterci insieme per risolverli”.

Michele BETTARELLI (PD): “DOMANDE SENZA RISPOSTA E NIENTE ACCESSO AGLI ATTI, LA DEMOCRAZIA IN QUESTO MOMENTO è SOSPESA - Come consiglieri di minoranza non siamo stati messi nelle condizioni che Statuto e Regolamenti prevedono, non possiamo vedere atti, oppure ci vengono trasmessi in ritardo e forse anche parzialmente. Nell'unico caso di accesso agli atti, parlo del caso dei test sierologici, abbiamo visto cosa è successo, anche ieri sera nella trasmissione Report. Ci parlavate del modello di sanità lombardo come da prendere a esempio e abbiamo visto quello che ha prodotto, infatti siamo di pari passo con la Lombardia, per fortuna senza tutti quei morti per una serie di motivi. Ci siamo visti paragonare al modello lombardo e abbiamo visto che da fine maggio i quotidiani nazionali e anche la stampa televisiva sta indagando, come pure stanno facendo la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza, nel merito dei quali non entro. Dopo cinque mesi c'è un trend particolare: ci sono delle indagini in corso, di cui non mi interesso. voglio solo svolgere democraticamente il mio ruolo di consigliere regionale. Voglio poter esaminare i documenti ma non ci vengono dati: il 31 marzo scorso ho effettuato una richiesta di accesso atti, ad oggi nessuna risposta, ho sollecitato il presidente Squarta il 26 aprile, nessuna risposta. Voglio conoscere per proporre. La questione dei respiratori, le mascherine che non arrivavano, su test e tamponi lasciamo stare. C'è un sito della Pa nazionale che dice, nella massima trasparenza e con aggiornamenti quotidiani, quanto materiale viene trasferito alle Regioni. Ho chiesto quanti dispositivi di protezione individuale con fondi propri regionali o attraverso donazioni questa regione ha. Nessuna risposta. Nell'incontro in Commissione con le associazioni delle farmacie valutammo che il quantitativo potesse essere stato limitato per i dati per fortuna non elevatissimi della situazione in Umbria, trovandomi nell'impossibilità di dare indicazioni su quello che la Regione aveva fatto. Questa è la democrazia e il ruolo in cui mettete i consiglieri. Democrazia sta nel rispondere alle domande che facciamo ai direttori regionali Dario e Proietti, non nel far saltare il Comitato di controllo facendo venire meno il numero legale perché si chiede sul rapporto di esclusività con l'azienda Vim, con il direttore Dario che dice di non poter rispondere. Il consigliere Bori chiede lumi sul bugiardino dei test acquistati che non corrisponde a quanto dichiarato e il capogruppo della Lega che si alza e se ne va. Ci sono 300mila euro di test acquistati dalla Regione e pretendo che siano efficaci e rispondenti agli standard dichiarati, il test deve essere attendibile, sia pure in emergenza, non si può sbagliare un acquisto di quella natura. Si chiede di essere propositivi ma ci devono essere risposte alle domande per farlo.Chiediamo perché ci interessa la salute delle persone, non per creare problemi. Il lavoro da fare sarà molto complicato, soprattutto se rimangono queste condizioni. Non avevo mai fatto manifestazioni prima di qualche giorno fa, davanti all'ingresso di Palazzo Cesaroni, coi cartelli che riportavano le domande senza risposta, ma senza dubbio i consiglieri di minoranza vorrebbero dare un contributo. Solo che non sono messi nelle condizioni di farlo, perché la democrazia in questo momento è sospesa”.

Eleonora PACE (FDI): “L’ordine del giorno prevedeva altri atti, qui si parla invece di tutto. Vengono mosse continuamente accuse su argomenti che sono stati trattati e affrontati, anche in Commissione. In un periodo di emergenza ci si lamenta delle mancate risposte alle interrogazioni, quando la scorsa Legislatura si è chiusa con quasi 800 atti inevasi. Ci si contesta che il Restart non è servito a nulla, quando invece sono arrivate migliaia di richieste. Neppure la rimodulazione dei fondi comunitari è stata apprezzata. Vengono attribuite a questa maggioranza responsabilità per atti e decisioni che sono state prese da altri. SERVE UN DIVERSO SENSO DI RESPONSABILITÀ, PER AFFRONTARE PROBLEMI CHE SI SONO STRATIFICATI NEGLI ANNI. Si è creato un cortocircuito: è il momento di seppellire l’ascia di guerra e CESSARE LE POLEMICHE PER AFFRONTARE I VERI PROBLEMI DEGLI UMBRI”.

Vincenzo BIANCONI (misto): “Serve un salto di qualità e un cambiamento nel metodo. Mi sarei aspettato un rapporto diverso tra maggioranza e minoranza. MI SAREI ASPETTATO UN DIVERSO APPROCCIO DA QUESTA MAGGIORANZA, VISTO CHE LE DINAMICHE DELLA PRECEDENTE LEGISLATURA NON DOVREBBERO ESSERE RIPROPOSTE. Dobbiamo dare un esempio positivo, superando gli steccati e gli ordini di scuderia. Bisognerebbe mandare in diretta, in streaming, il confronto tra gli assessori e le associazioni di categoria, per coinvolgere tutti, anche le imprese che sono fuori da certe aggregazioni. L’articolo 19 dello Statuto riconosce alla presidente la possibilità di aprire luoghi di confronto. Questo permetterà anche alle minoranza di conoscere ed eventualmente condividere le proposte.

Stefano PASTORELLI, dopo aver rivolto gli auguri di pronta guarigione alla presidente Tesei a nome del Gruppo della Lega, ha puntato il dito su alcuni interventi dei consiglieri della minoranza sottolineando la loro “volontà di continuare con i servizi di Report di ieri sera”. Pastorelli ha poi fatto riferimento alla riunione del Comitato di controllo e Valutazione dove ha detto “è vero ci siamo alzati e ce ne siamo andati non per capriccio, ma dopo aver chiamato all’ordine, anche nella precedente seduta, rispetto alle funzioni specifiche del Comitato, che non sono quelle di un’aula giudiziaria. QUESTA MAGGIORANZA NON SI VUOLE SOTTRARRE A NESSUN CONFRONTO E PRONTI E DISPOSTI A COLLABORARE COME STIAMO FACENDO NELLE COMMISSIONI. Il consigliere Mancini ha ben ricordato come le proposte della Lega, nella passata legislatura, sono state trattate dall’allora maggioranza. Oggi ci vengono attribuite responsabilità inesistenti da qualche consigliere di opposizione. Nel breve periodo del nostro Governo nel 2019 abbiamo stipulato un finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti per finanziare il piano di interventi per l’EDILIZIA SCOLASTICA regionale, per interventi di ristrutturazione, costruzione e messa in sicurezza di immobili di proprietà di enti adibiti all’istruzione scolastica con proroga del piano triennale relativo. Ripartite le risorse del fondo per l’ASSISTENZA AI DISABILI GRAVI gravi privi di sostegno familiare. Il piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico con il ripristino e la tutela della risorsa ambientale con un importo complessivo assegnato dal Ministero per l’ambiente di circa 8 milioni per INTERVENTI DI DIFESA DEL SUOLO. Sono state destinate le somme disponibili per la promozione del turismo, stante l’esercizio provvisorio. Abbiamo presentato il piano per la programmazione scolastica, azionati esperimenti per nuovi servizi per la farmacia di comunità, assegnato contributi per le associazioni di categoria, sostenuto la riqualificazione architettonica, interventi su trasporti, approvato il progetto sperimentale in materia di vita indipendente e di inclusione sociale per le persone con disabilità, prevedendo come ambiti di applicazione le zone sociali di Città di Castello, Assisi e Marsciano. Ma abbiamo anche programmato la vendita di alloggi di EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE, riparto regionale del fondo nazionale per il sistema dei servizi di istruzione ed educazione (circa 4 milioni di euro). Sono stati fatti poi accordi per l’innovazione, ed ancora l’approvazione del piano straordinario di potenziamento del centro per l’impiego, recupero del patrimonio edilizio esistente, fondi per la mobilità sostenibile”.

Thomas DE LUCA (M5S), ad inizio intervento ha rivolto gli auguri alla presidente Tesei. “La discussione va fatta non solo su quello che è presente nel documento, ma anche su quello che non c’è. Vorrei capire se quello che dobbiamo aspettarci in futuro da questa maggioranza è la Lega di Mancini o di Pastorelli e della maggioranza della presidente Tesei, questo è un tema cruciale, se ci saranno spazi cioè come avviene nelle Commissioni. NEL COMITATO DI CONTROLLO, e lo dico come presidente, È STATA SOSPESA LA SEDUTA DOPO LA RICHIESTA DA PARTE DELLA MAGGIORANZA DI VAGLIO PREVENTIVO DELLE DOMANDE, CHE È DI QUANTO PIÙ ILLIBERALE POSSA ESISTERE IN UNA DEMOCRAZIA. Nel Comitato di controllo, e lo dico come presidente, è stata sospesa la seduta dopo la richiesta da parte della maggioranza di vaglio preventivo delle domande, che è di quanto più illiberale possa esistere in una democrazia. Non si può votare su una domanda relativamente alla sua opportunità politica (De Luca ha quindi ripercorso, nel suo intervento, tutte le fasi relative ai test sierologici acquistati dalla Regione). Il fatto che sia bisogno di una posizione inequivocabile sul tema del riequilibrio territoriale nell’ambito della sanità e delle strutture sanitarie è qualcosa che richiede una presa di posizione politica da concretizzare giorno dopo giorno. Prendendo il programma della presidente Tesei veniva sottolineato che bisognava disincentivare il ricorso allo smaltimento in discarica o l’incenerimento. Quindi o in queste linee programmatiche avremmo dovuto discutere un emendamento alla posizione sul tema oppure sul combustibile solido secondario dobbiamo registrare un totale cambio di direzione che nei fatti va a contraddire questi impegni. Oggi servirebbe uno sforzo comune per mettere un punto fermo e cioè che la vocazione impiantistica di questa regione è in primo luogo una raccolta differenziata al 70 per cento ed oltre, obiettivi perfettamente raggiungibili, conferendo in discarica, dopo possibili altri passaggi, percentuali bassissime. Se andiamo ad analizzare le modifiche alle linee programmatiche auspico che ci sia uno spazio di discussione prima delle barricate. Riservare risorse adeguate per le politiche sul contrasto alla discriminazione e alle persone con disabilità. Se vogliamo realmente cambiare registro dobbiamo spalancare le porte delle istituzioni ai cittadini umbri. Tutto deve essere fatto alla luce del sole”.

Tommaso BORI (PD): “Prima di entrare nel merito vorrei sottolineare due cose: per la zona alluvionata va richiesto lo stato di emergenza, per quanto riguarda le cifre riferite da Mancini sulla mobilità sanitaria i dati veri dicono che nel 2019 l'Azienda ospedaliera ternana ha fatturato 25 milioni di euro di mobilità attiva, nel 2018 invece 25,3 milioni. Nel merito, LA PRIMA LINEA PROGRAMMATICA DA ATTUARE È IL RISPETTO DI REGOLE E DEMOCRAZIA, CHE RISPONDIATE ALLE DOMANDE DI ACCESSI AGLI ATTI E ALLE INTERROGAZIONI E NON FAR SALTARE LE RIUNIONI DEL COMITATO DI CONTROLLO. É fondamentale non cedere a una inversione della realtà che vedeva noi come senza volontà di collaborare, mentre il primo atto che abbiamo fatto è stato quello di dire aspettiamo che la presidente ci chiami, ma non lo ha mai fatto. E nemmeno che le minoranze, che hanno funzioni di indirizzo e controllo attraverso interrogazioni, accesso agli atti, mozioni, stiano bloccando i lavori della Regione come ha sostenuto il capogruppo della Lega. Invece questa è la normalità: avrei voluto vedere se fosse accaduto a loro di subire non risposte agli atti, dovute ai sensi di legge, considerare normale far saltare le sedute del Comitato di controllo mentre si stanno facendo delle domande. FINCHÉ NON VERRÀ RISTABILITA LA NORMALITÀ, LA DEMOCRAZIA E LA LEGALITÀ, NON ARRETREREMO DI UN MILLIMETRO. Oggi si discutono le linee guida della presidente senza la presidente, avevamo chiesto di rimandare invece si vuol fare passare come un semplice atto burocratico. La sanità umbra non va bene per voi, il vostro modello è la sanità lombarda, scritto nero su bianco, avete detto che c'è poco privato. L'ottima sanità lombarda che ha desertificato il territorio, al contrario dell'Umbria, che ha fatto un capolavoro sanitario; il vostro modello ha risposto molto male. 1469 morti per milione di abitanti, nel resto d'Italia sono 605, in Umbria meno di 100. In Lombardia è stato fatto uno scempio sanitario, in tutta Italia 6 contagi su 10 sono avvenuti in Lombardia, quelli di ieri nella quasi totalità sono in Lombardia. Lì il vostro modello ha realizzato un ospedale da campo per un totale di 25 pazienti, qui ancora insistete per utilizzare i fondi della Banca d'Italia per avere un ospedale da campo. Noi speriamo ancora che facciate retromarcia, verso un rafforzamento della sanità pubblica e territoriale e in collaborazione con la medicina specialistica. Abbiamo chiesto di riferire in Aula sui test e ancora oggi no. I test senza gara per 300mila euro da chi avete scelto voi, li avete usati sulle zone rosse, sui cittadini di Gubbio e sugli operatori sanitari ma se quello che c'è scritto sul bugiardino non corrisponde, allora vanno ridati indietro, mentre Tesei ne ha chiesti altri 125mila, anche se fortunatamente la nostra azione è riuscita a evitarlo. Avete acquistato un prodotto fatto in Cina non Italia, i test che in delibera dite essere prodotti in Italia sono stati prodotti in Cina. Parlate di distribuzione esclusiva ma non è vero, è invece scelta discrezionale che passa per delle mail che dovete chiarire. La professoressa Mencacci scrive il 19 marzo sui due test che sbagliano al 50 per cento e tre giorni prima la presidente aveva già deciso di prenderli, con prezzo di 27 euro più Iva per ciascun test”. 


LAVORI D’AULA (2): APPROVATA LA RIMODULAZIONE DEI FONDI EUROPEI FSE E FESR PER L’EMERGENZA COVID-19

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza le proposte della Giunta di rimodulazione dei fondi europei Fse e Fesr per l’emergenza Coronavirus per oltre 108 milioni di euro. I voti a favore sono stati 12 (Lega, Fdi, FI, Tesei presidente per l’Umbria) mentre Fora (Patto civico per l’Umbria) si è astenuto per il Fse e ha votato contro al Fser. Relatori dei due atti sono stati Daniele Nicchi (Lega-maggioranza) e Simona Meloni (PD-minoranza)

All’inizio della discussione il capogruppo del PD, Tommaso Bori ha annunciato l’intenzione di parte della minoranza (PD, M5S e Misto) di abbandonare l’Aula motivandola con la mancanza di “concertazione e partecipazione. Speriamo - ha rilevato - che non si voglia definire il progetto per l’Umbria che verrà senza aprire un dibattito serio sullo sviluppo economico e sociale e su come usare questi fondi. Siamo costretti ad abbandonare l’Aula finché non verrà ristabilito il rispetto delle leggi, delle regole e della democrazia”. 

EMENDAMENTI 

L’Aula ha approvato all’unanimità dei presenti un emendamento a firma di Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) che prevede che eventuali modifiche e/o integrazioni all’atto vengano partecipate e condivise con le categorie produttive, economiche e sociali della Regione.

Respinti due emendamenti a firma Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria). Uno per aumentare la dotazione finanziaria della misura per adeguare le competenze tecnologiche della popolazione. L’altro per rafforzare gli interventi a favore della riqualificazione energetica e sismica degli edifici industriali, e per rafforzare l’economia sociale.

Ritirati un emendamento a firma Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) per il sostegno alle agenzie pubbliche e private che svolgono attività di istruzione e formazione professionale, e uno a firma Michele Bettarelli e Tommaso Bori (Pd) (a causa della mancanza dei proponenti) per la sanificazione dei centri di formazione. 

I CONTENUTI

Nella sue relazioni NICCHI ha illustrato i contenuti dei due provvedimenti. Con la RIMODULAZIONE DEI FONDI EUROPEI FSE E FESR 2014-2020 per il contrasto del Coronavirus vengono liberati circa 108milioni di euro per dare un aiuto diretto alle imprese e ai cittadini: circa 53milioni del Fondo sociale europeo e oltre 55 del Fondo europeo di sviluppo regionale. Si tratta di fondi liberi rischiavano di essere persi. Per il Fesr la Giunta a febbraio ha rimodulato 21milioni di euro, spostando risorse da azioni in ritardo o che presentavano difficoltà di attuazione su altre che presentavano maggiori necessità, con un’attenzione particolare al turismo e alla cultura. Il 7 maggio sono state rimodulate NUOVE RISORSE DEL FESR PER 34,4 milioni di euro, pari a circa l’8 per cento dell’intero importo del programma: 8milioni per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e per attrezzature; 3,5 milioni per la creazione di imprese e sostegno a start up; 2,5 milioni per imprese culturali e creative, 500mila euro per l’economia sociale e 1,75 milioni per l’Itc; oltre 20milioni di euro per  per il sostegno al capitale circolante delle imprese; 5 milioni per la promozione turistica e 4milioni per rendere fruibili anche in epoca covid gli attrattori culturali. La riprogrammazione ha messo a disposizione dal FSE UN IMPORTO DI QUASI 53MILIONI di euro immediatamente disponibili. Di questi 7 milioni vanno al sostegno dei lavoratori autonomi; 3,7 milioni per le categorie svantaggiate; 10 milioni per il potenziamento del reinserimento occupazionale; 33,6 milioni per l’istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino all’università. In questi ultimi 8 milioni sono dedicati alle borse di studio Adisu”.

RELAZIONI

Daniele NICCHI (Relatore di maggioranza-Lega): (FSE) “Oggi è necessario AFFRONTARE E VINCERE LA SFIDA che riguarda le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza coronavirus. Non possiamo permettere che nei prossimi mesi e nei prossimi anni alle vittime del virus se ne aggiungano altre, vittime, stavolta, della peggior crisi economica degli ultimi settant’anni. LA REGIONE UMBRIA È GIÀ INTERVENUTA CON OGNI STRUMENTO IMMEDIATAMENTE ATTIVABILE e pianificando quelli attivabili a medio termine sia attraverso una possibile riformulazione del bilancio regionale, sia attraverso la revisione dell’attuale programmazione europea, elemento determinante per la strategia regionale. Per adottare adeguate misure di intervento in risposta all'emergenza e per la ripartenza del sistema economico-sociale dell'Umbria, si è ritenuto necessario stimare la capacità di attivazione del Fondo Sociale Europeo (FSE) 2014-2020 dell’Umbria alla luce delle risorse finanziarie che possono essere considerate ancora disponibili. Le azioni proposte sono di sostegno ad alcune categorie di lavoratori, in particolare quelli autonomi, non adeguatamente tutelati dagli interventi nazionali; un supporto diversificato ai diversi livelli del percorso educativo e di istruzione e formazione; alcuni interventi di continuità al programma già intrapreso mirati al sostegno delle categorie svantaggiate della popolazione; e una prima azione, di importo finanziario significativo, destinata a strumenti di inserimento e reinserimento occupazionale post-emergenza al fine di garantire la ripartenza del sistema economico-sociale regionale. Queste risorse saranno impiegate in più fasi che contemperino l’EMERGENZA SANITARIA, SOCIALE, DEL LAVORO E DELLA LIQUIDITÀ DELLE IMPRESE; LA RIPARTENZA DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE ED ISTITUZIONALI E IL POTENZIAMENTO DEI SISTEMI QUALI IMPRESE, ISTRUZIONE E FORMAZIONE. Il Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR-FESR) era stato già oggetto di una rimodulazione delle risorse a febbraio per rispondere alla problematicità dei bassi livelli di spesa. A seguito del rapido aggravamento dell’emergenza sanitaria la Giunta ha considerato necessaria un’ulteriore riprogrammazione”.

Simona MELONI (Relatore di minoranza-Pd): (FSE) “SE OGGI CI SONO RISORSE AGGIUNTIVE È SOPRATTUTTO GRAZIE AL BUON LAVORO SVOLTO NEGLI ANNI PRECEDENTI, che ha permesso di ricevere delle premialità. Ma le RISORSE che avete rimodulato sono comunque INSUFFICIENTI E TARDIVE rispetto a quanto fatto in altre regioni. Sono pochissime le risorse messe a disposizione per la formazione tecnologica. Solo un milione di euro per la formazione di lavoratori, praticamente come se il coronavirus non esistesse. Sarebbe stato più opportuno che i 6 milioni per la sanificazione della scuola e per acquisti di Dpi per le imprese fossero presi da risorse del bilancio regionale, lasciando libere queste risorse per ulteriori iniziative. Così come per le borse di studio Adisu. Sarebbe stato opportuno stanziare almeno 5/6 milioni sull’alfabetizzazione digitale per colmare il digital divide. Sarebbe fondamentale investire almeno 4 milioni dal Fse per sostenere le persone che dal 10 marzo hanno dovuto interrompere il contatto con l’azienda. MISURE PER LE CATEGORIE PIÙ SVANTAGGIATE sono necessarie come accompagnamento verso una piena inclusione. I GIOVANI sono la categoria che pagherà il prezzo più alto di questa emergenza, i fondi europei dovevano essere investiti soprattutto per la loro formazione e nell’integrazione nel mondo del lavoro. Una misura una tantum, insieme a maggiori fondi strutturali per la formazionE, servirebbe a garantire sostegno a chi rischia di non avere altri mezzi a disposizione, e a non interrompere quei percorsi che possono offrire ai tirocinanti l’opportunità di diventare lavoratori. La Regione dovrebbe promuovere nuovi percorsi di formazione per gli insegnanti basati su metodologie innovative. In Umbria i soggetti più fragili e deboli, in questa emergenza, sono stati e continuano ad essere più in difficoltà, specie in ambito medico e assistenziale. È urgente RIPRISTINARE TUTTI I SERVIZI SANITARI, a partire dagli screening periodici e dalle cure per malattie croniche o rare. Così come preoccupa l’aumento delle richieste presso le strutture private. Servono investimenti per  rafforzare la sanità di prossimità. Il diritto allo studio, la formazione, la salute e soprattutto il lavoro devono essere temi centrali dell’azione politica e amministrativa. Le misure per il FESR SONO TARDIVE E DEL TUTTO INSUFFICIENTI. Il bando Re-Start può soddisfare solo il 20 per cento delle domande presentate e ha al suo interno requisiti di accesso che tagliano fuori quasi tutte le imprese con fatturato annuo sotto i 20mila euro. Anche per il contributo a fondo perduto l’accesso è impossibile per quasi tutte. Al Bando “Bridge to Digital” al massimo potranno accedere 300-400 aziende. E per la presentazione della domanda vi è un meccanismo contorto per cui attraverso il click day chi primo arriva meglio alloggia. Probabilmente una MAGGIORE CONCERTAZIONE CON GLI STAKEHOLDERS avrebbe consentito misure ed azioni più mirate come hanno fatto altre Regioni. Per le START – UP le misure sono assolutamente insufficienti. E i fondi a disposizioni sono del Governo nazionale. Anche sul fronte della digitalizzazione della PA c’è ancora molto da fare. In Umbria nel 2019 sono nate 21mila nuove imprese fatte di giovani che rimangono tagliate fuori dalle misure perché ancora non consolidate. Proponiamo la creazione di una piattaforma virtuale dove far convogliare idee, promuovere l’incontro e avviare un dibattito tra giovani innovatori e start up. I FONDI EUROPEI NON SONO MAI STATI UN’OPPORTUNITÀ COME IN QUESTA FASE che seppur critica può fornirci grandi mezzi e la possibilità di dimostrare quale è la visione della nostra Regione”.

 

INTERVENTI

Valerio MANCINI (Lega): “Ho sentito un richiamo costante ad altre Regioni, che sono state prese ad esempio per la qualità della vita e delle loro economie. Il residuo fiscale è il saldo tra quanto una comunità versa al bilancio nazionale e quanto riceve indietro. La Lombardia, tanto criticata, da un contributo di 54 miliardi all’anno mentre l’Umbria versa 82 milioni. Smettiamo di fare allusioni e critiche a quella Regione, la cui economia dovrebbe essere un esempio per noi. E ricordiamo che in Umbria esisteva una burocrazia ostile ai cittadini e alle imprese che ostacolava lo sviluppo della regione”.

Andrea FORA (Patto civico): “Ritengo un atto non responsabile abbandonare l’Aula quando si parla di milioni di euro per l’economia regionale. Come non è responsabile evitare di rispondere agli atti ispettivi. Gli elementi di critica politica sulla gestione dell’emergenza Covid ci sono ma sono altri i luoghi in cui si celebrano i processi. Questo atto, questi 100milioni di euro, sono fondamentali per gli Umbri. Il 17 agosto scade il blocco dei licenziamenti, così come sono scaduti i contribuiti per partite iva, professionisti, commercianti. A questo testo sembra mancare una visione, un modello attraverso cui ricostruire l’economia e la socialità dei nostri territori. Ho ascoltato molte componenti del territorio che hanno lamentato la mancanza della partecipazione. Non si tratta di riproporre la concertazione ma questi 100milioni di euro richiedono una fase di ascolto più importante di quella che c’è stata. Quella di oggi è la prima fase di una fase di rilancio che dovrà coinvolgere la Comunità regionale, con i territori, con le forze economiche e sociali. Ho presentato un emendamento per rilanciare un grande patto per la rinascita dell’Umbria, facendo chiarezza su alcune scelte. Non bisogna commettere l’errore di andare di corsa ignorando le richieste di tante comunità che chiedono di essere protagoniste della rinascita. Il pensiero che sta dietro questa riprogrammazione prevede di investire su elementi avanzati che possano trainare gli altri. Io non condivido del tutto questa visione perché sarebbe meglio finanziare in maniera diffusa il sistema delle piccole e medie imprese. Non è il momento di lasciare indietro nessuno. Alcune scelte della riprogrammazione potrebbero produrre qualche piccola percentuale di Pil in più ma lasciando indietro tante piccole medie imprese che non hanno accesso al fondo perduto. Il mio emendamento punta a mantenere le risorse per la filiera energetica, che invece è un grande bacino occupazionale e permetterà di riqualificare gli edifici produttivi delle piccole e medie aziende e di attivare un buon livello di saldo occupazionale positivo. Prevediamo di dotare la misura di 5 milioni di euro. L’emendamento inoltre chiede un aumento di 500 mila euro per l’economia sociale, un bacino occupazionale a saldo positivo nonostante la crisi seguita al Covid”. 

Paola AGABITI (Assessore): “LA GIUNTA SI È MOSSA SENZA INDUGIO DAI PRIMI GIORNI DELLA PANDEMIA ATTIVANDO NUMEROSI INTERVENTI EMERGENZIALI E STRAORDINARI SUL VERSANTE SANITARIO ED ECONOMICO, semplificando l’accesso alle risorse, prorogando i termini delle domande, attivando misure a sostegno all’economia, prestiti a favore delle pmi, fondi di garanzia a integrazione delle norme nazionali. Sono stati messi in campo numerosi interventi anche per il turismo e la cultura, con linee strategiche per il rilancio del turismo, per rafforzare l’offerta dei nostri attrattori, l’adeguamento dell’attrattività, dei servizi, e delle nuove esigenze, ma anche sulla commercializzazione, sulla promozione e comunicazione turistica. C’è stato anche il sostegno al terzo settore, alle associazioni culturali, teatrali e sportive. In questa strategia un elemento determinante sono i fondi europei. IL LIVELLO DI ATTUAZIONE DEI FONDI EUROPEI IN UMBRIA È TRA I PIÙ BASSI TRA LE REGIONI DEL CENTRO NORD. Una situazione ereditata sulla quale ci siamo subito adoperati per porre rimedio. La Commissione europea con l’emergenza ha adottato due pacchetti di modifiche dei regolamenti sui fondi strutturali che prevedono maggiore flessibilità e un tasso cofinanziamento Ue al 100 per cento. Governo e Regioni stanno lavorando ad un accordo per la rimodulazione Fse e Fesr. Ad oggi è aperto ancora il confronto e l’incertezza ha portato ad un rallentamento della riprogrammazione dei fondi europei. In questo quadro di incertezze come GIUNTA ABBIAMO DECISO DI PROCEDERE AUTONOMAMENTE CON LA RIPROGRAMMAZIONE, a prescindere dall’accordo con il Governo, puntando su misure di sostegno importanti per tutte le esigenze del territorio, raccogliendo le istanze di imprese e persone. La RIPROGRAMMAZIONE DI OLTRE 100MLN SONO DESTINATI ALL’EMERGENZA COVID. Stiamo cercando di valutare il percorso di approvazione della riprogrammazione in base al tasso del cofinanziamento, ma dipende dall’esito dell’accordo con il Governo. Abbiamo comunque deciso di mantenere alcune risorse europee, come gli interventi per la Basilica di Norcia. Dal 2008-17 la Regione ha impiegato in modo poco lungimirante le risorse europee, infatti il pil umbro si è ridotto del 14 per cento mentre in Italia del 4,2. Il pil pro capite si è ridotto del 6.8 per cento, in Italia è aumentato del 3 per cento. L’UMBRIA HA PERSO TERRENO RISPETTO ALL’ITALIA. Anche nell’utilizzo dei fondi europei sono state fatte scelte di programmazione non sempre comprensibili. Ad esempio per le borse Adisu sono stati usate risorse proprie del bilancio regionale, quando sarebbe stato più efficace usare fondi europei liberando risorse per altre necessita. Nel prossimo bilancio avremo minori entrate, il Governo ha deciso di destinare 500milioni per le mancate entrate fiscali delle Regioni, quando il potenziale mancato introito è di 2 miliardi. LA PROGRAMMAZIONE È ARRIVATA A CONCLUSIONE EVIDENZIANDO MOLTE LACUNE. Chi ha governato in quegli anni la Regione non può dare lezioni sull’utilizzo dei fondi europei”.