Referendum, se vince il “Sì” l’Umbria perde più della metà dei parlamentari

Passando dagli attuali 7 rappresentanti a 3
Perugia

Con il taglio dei parlamentari, su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi con il referendum del prossimo 20 e 21 settembre, si annuncia una vera e propria rivoluzione nell'architettura parlamentare che cambierà profondamente anche la 'geografia' della rappresentanza regionale. Soprattutto al Senato.
Come riporta , con la vittoria del Sì, ad esempio, la Lombardia sarà la regione che perderà il maggior numero di senatori: passerà dagli attuali 49 a soli 31 seggi a Palazzo Madama, perdendone ben 18. In termini di rappresentatività, la seconda regione a pagare le conseguenze del taglio di 115 senatori che ridurrà a 200 i componenti eletti dell'Assemblea del Senato, sarà la Campania: passa, infatti, da 29 a 18 senatori, perdendone 11.

Come cambia la rappresentatività

La Lombardia finirà dunque con avere un senatore ogni circa 326mila abitanti, mentre prima del taglio ne avrebbe avuto uno ogni 206.203; L'Umbria ne avrà uno ogni 220mila a fronte dei quasi 126mila con i numeri attualmente in vigore.
Dunque, chi in perderà oltre la metà dei parlamentari a Palazzo Madama saranno l’Umbria e la Basilicata, destinate a perdere il 57,1% dell’attuale rappresentanza.
Le uniche regioni che non saranno intaccate dal taglio nella loro rappresentanza al Senato saranno le più piccole: uno solo resterà il senatore della Valle d'Aosta e due resteranno quelli del Molise. Inalterata, dunque, resta la rappresentatività per numero di abitanti dei senatori eletti in queste regioni: uno ogni 125.501 in Valle d'Aosta e uno ogni 151mila in Molise.

Di un terzo, da sei a quattro seggi, è infine tagliata la rappresentanza della circoscrizione Estero.