Un cittadino su quattro non aveva diritto al reddito di cittadinanza

Per l'Inps ci sono oltre 6,5 milioni da recuperare tra revoche e decadenza con sanzioni
Perugia

L’Inps dell’Umbria ha portato a termine un maxi controllo negli ultimi quattro mesi durante i quali sono stati verificati tutti i residenti che incassano l’aiuto di Stato, vale a dire 12.269 persone che hanno avuto accesso al reddito di cittadinanza. All’esito della maxi ricognizione, richiesta dopo l’insediamento dal direttore regionale Fabio Vitale, sono state accertate anomalie in 3.276 casi, vale a dire nel 26,7 per cento dei soggetti che beneficiano del reddito di cittadinanza.

 Per i casi già accertati Inps ha avviato il recupero delle somme percepite indebitamente, precisamente si tratta di 6.573.000 euro, e con la Guardia di Finanza annuncia un controllo a tappeto in Umbria su quei nuclei familiari che hanno dichiarato di pagare l’affitto, percependo così una quota aggiuntiva di reddito o pensione di cittadinanza. Per il futuro, invece, tutte le nuove domande per accedere al sostegno economico verranno passate al setaccio al momento della presentazione, con controllo incrociati che, Inps assicura, saranno sempre più accurati e stringenti.

Le revoche sono state 1.974 a cui si aggiungono 1.302 decadenze sanzionatorie. In base alla ricostruzione fornita di Inps, che insieme alla Guardia di Finanza vigila sulla regolarità delle dichiarazioni, nel 45 per cento dei casi il reddito di cittadinanza non è più concesso perché il soggetto ha dichiarato un Isee del proprio nucleo familiare differente da quello reale e disponibile all’anagrafe comunale, mentre nel 30 per cento degli episodi le persone che ne beneficiano sono stranieri o italiani privi del requisito della residenza in Italia negli ultimi dieci anni.