Reddito di cittadinanza in Umbria: offerte di lavoro solo per il 13,7% dei beneficiari

Di quelli vagliati al 31 luglio scorso, più della metà continuerà a percepire l’emolumento di oltre 500 euro medi mensili senza lavorare
Perugia

In Umbria solo il 13,7% dei percettori di reddito di cittadinanza affidati ai navigator ha ricevuto un’offerta di lavoro: 1.442, per la precisione, su 10.451. Non solo. Di quelli vagliati al 31 luglio scorso, più della metà continuerà a percepire l’emolumento di oltre 500 euro medi mensili senza lavorare, perché ha fatto valere cause di esonero e incompatibilità. Sono 3.708.
Lo riferisce , che rivela come questi dati emergano dalle rilevazioni fornite dall’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) per il cuore verde. Dei 32 navigator arruolati a settembre 2019, ne sono rimasti 29. Tre hanno vinto il concorso come dirigenti amministrativi nelle. scuole. Ricomprendendo anche il periodo di lockdown, a partire dal quale hanno lavorato sempre in smart working e ancora non sono rientrati (il ritorno in ufficio è “in via di pianificazione”), gli operatori che dovrebbero fare da ponte tra i beneficiari del reddito e le imprese hanno ricevuto sulla scrivania 10.452 notifiche di percettori da “contattare”.
Meno della metà della platea potenziale, al momento. In totale ad oggi tra redditi percepiti e domande in fase di lavorazione siamo a più del doppio.23 mila a luglio su base regionale, stando alle stime Inps. I colloqui – dati sempre al 31 luglio scorso – non sono avvenuti per tutti. Siamo a 7.064 dei 10.452 notificati.
Ebbene di questi solo 3.356 hanno sottoscritto i patti per il lavoro, obbligatori per chi percepisce il reddito. Gli altri hanno eccepito una serie di cause di esclusione dall’obbligo, inserite nella normativa, che non riguardano solo invalidi o disabili, ma anche chi frequenta re corsi di studio o professionali, chi accudisce minori di tre anni o familiari con problemi di salute. Tutti questi continueranno a prendere i 516 euro mensili senza lavorare. Ossia la quota media regionale, poco sotto la soglia nazionale di 527 euro. Sui 3.356 percettori che si sono impegnati per iscritto a vagliare i lavori e ad accettare le offerte congrue, sono 1.442 quelli che hanno ricevuto un’offerta di occupazione, da quanto è stato attivato il reddito di cittadinanza.
Di questi non è disponibile la quota di quanti ha effettivamente sottoscritto un contratto e sta lavorando.
Nel dettaglio, sono state rese disponibili 1.325 “vacancy” (offerte) lavorative, coerenti con i titotli e i percorsi occupazionali dei percettori, precisa Anpal, sulla base della verifica di 595 annunci da parte delle imprese.
A questi si aggiungono 180 percorsi lavorativi. I dati, fa sapere sempre l’Anpal, sono riferiti esclusivamente ai beneficiari inseriti nell'elenco “Rdc1” ciò quello notificato dal’Agenzia per il lavoro alle regioni riferito ai percettori chiamati a sottoscrivere il patto per il lavoro. Quindi non ci sono le pensioni di cittadinanza e neanche i beneficiari inviati ai comuni per il patto per l'inclusione. Quello è un capitolo a parte. Per ora basti sapere che circa 9 percettori su 10 prende i soldi ogni mese da quasi un anno e non ha ancora ricevuto un’offerta occupazionale. Sono i meccanismi infallibili dell’Rdc. Intanto gli assegni arrivano, per lavorare c’è tempo.