22enne di Savona accusato per associazione con finalità di terrorismo

Nell'indagine sono finiti anche due giovani umbri, in contatto con l'arrestato
Perugia

Nelle prime ore della mattinata di oggi, venerdì 22 gennaio, la Polizia di Stato ha arrestato un giovane di 22 anni di Savona, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Genova.

L’indagato è accusato di associazione con finalità di terrorismo e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo.

L’attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica Distrettuale di Genova, trae origine da un’inchiesta avviata da altro Ufficio Giudiziario nei confronti di un minore entrato all'interno di  gruppi suprematisti, legato all’arrestato da una forte amicizia.

Gli investigatori della Polizia di Stato hanno accertato che il giovane, insieme ad altri coetanei, aveva costituito un’organizzazione – denominata “Nuovo Ordine Sociale” – di matrice nazionalsocialista, finalizzata al reclutamento di altri volontari e alla pianificazione di atti estremi e violenti a scopo eversivo. Nello specifico, tramite piattaforme di messaggistica, l’arrestato, appassionato ed esperto di armi e oggettistica “militaria”, teneva i contatti, diretti o in appositi gruppi, con altri soggetti che condividevano le sue stesse posizioni ideologiche.

Il 22enne inoltre ha collaborato con altri sodali alla redazione ed alla successiva diffusione sul web di documenti di chiara matrice neonazista e antisemita nei quali, fra l’altro, si incita apertamente alla rivoluzione violenta contro “lo Stato occupato dai sionisti” ed alla eliminazione fisica degli ebrei, ispirandosi al sodalizio suprematista statunitense AtomWaffen DIVISION ed alle Waffen-SS naziste. In tale ambito ha anche creato specifiche chat aventi il fine di svolgere propaganda ed istigazione alla violenza per motivi di discriminazione razziale.

E ancora, in varie conversazioni il giovane si è definito appartenente alla corrente “INCEL”, manifestando profondo astio nei confronti del genere femminile. Tra gli obiettivi dal 22enne dichiarati figurava anche il compimento di azioni terroristiche di matrice suprematista analoghe a quelle realizzate nel 2011 e nel 2019 rispettivamente a Utoya (Norvegia) e Christchurch (Nuova Zelanda), la cui esaltazione frequentemente ricorre nelle conversazioni tra i membri del gruppo. In varie chat analizzate, inoltre, sono state riscontrate istigazioni alla violenza estrema, anche sacrificando la propria vita, incoraggiando lo “school shooting” o il “day of the rope”.

Gli uomini dell’antiterrorismo della Polizia di Stato hanno altresì eseguito 12 perquisizioni delegate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, la Dottoressa Paolucci, titolare dell’indagine, nei confronti di altrettanti contatti qualificati dell’indagato che hanno interessato, oltre a Savona e Genova, le città di Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo.

Per quanto concerne Perugia, le indagini, sempre coordinate dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e condotte attraverso un’azione sinergica fra la D.I.G.O.S. - Divisione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali della Questura di Perugia ed il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Umbria, hanno fatto emergere responsabilità a carico di due ragazzi, appartenenti alla fitta rete del network esistente intorno al 22enne di Savona.

Il primo, un uomo di 24 anni del comprensorio di Castiglione del Lago e la seconda, una giovane ragazza 18enne di Gubbio.

Gli investigatori hanno potuto rilevare i contatti tra i giovani attraverso diverse chat dei due umbri con altri elementi del gruppo di propaganda “Nuovo Ordine Sociale”.

Le perquisizioni eseguite non hanno fatto riscontrare la presenza di vessilli, oggetti o simboli afferenti al gruppo estremista in questione, ma hanno dato un esito positivo: sono stati infatti sequestrati i dispositivi elettronici in possesso dei due soggetti, al fine di riscontrare la posizione dei giovani umbri all’interno dell’organizzazione in questione.