Sgominata banda di rapinatori dei supermarket

Arrestato un 51enne campano e denunciato in stato di libertà il suo complice
Perugia

Grazie al sinergico lavoro degli uomini della Polizia di Stato e dei militari dell’Arma dei Carabinieri, è stato possibile smantellare la banda di rapinatori che, nelle settimane scorse nell’arco di 15 giorni, ha messo a segno due colpi, il primo in un supermercato a Perugia e il secondo in uno di Bastia Umbra.

L’attività parte il 18 giugno scorso quando, in piena mattina, una 70enne, all’uscita da un supermercato di Perugia, viene derubata da un soggetto di sesso maschile che, dopo averla seguita ed essersi introdotto nell’auto della donna, sotto la minaccia di un’arma, l'ha derubata di 700 euro in contanti, un telefono cellulare e infine, dopo averla fatta scendere, della sua autovettura.

I militari della Stazione Carabinieri di Ponte San Giovanni, dopo aver raccolto la testimonianza della donna rapinata, hanno passato al setaccio tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, non solo dell’esercizio commerciale ma anche delle arterie stradali lungo le quali il rapinatore avrebbe potuto darsi alla fuga. Intanto, verso sera, gli uomini della Squadra Volante del Commissariato P.S. Assisi, avendo ricevuto la nota di rintraccio della targa dell’auto rubata, si sono messi alla sua ricerca riuscendo, con tenacia operativa, a notarla parcheggiata in uno spiazzo di un condominio nel comune di Bastia Umbra, nei pressi dell’uscita della E45.

Effettuato il sopralluogo da parte della Polizia Scientifica del Commissariato P.S. Assisi, d’intesa con i militari di Ponte San Giovanni avvisati sin da subito del ritrovamento, si è proceduto al sequestro dell’automezzo per effettuare gli accertamenti tecnici.

Nel frattempo, il personale dell’Ufficio Anticrimine del Commissariato P.S. Assisi, analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza urbana del Comune di Bastia, ha evidenziato la presenza sospetta, negli orari compatibili a quelli del compimento della rapina, di una seconda autovettura.

Si nota la prima auto precedere l’auto rubata, poi seguirla e infine affiancarsi alla stessa nell’atto di parcheggiare e successivamente riprendere la corsa in direzione di Perugia. Di tale auto, attraverso una minuziosa analisi, gli investigatori sono riusciti ad estrapolare la targa e risalire, a stretto giro, al suo proprietario. Si trattava di una cittadina di nazionalità rumena, 25enne, residente a Perugia e coniugata con due figli con un cittadino italiano di 39 anni, entrambi con precedenti per truffa.

I risultati delle indagini sono stati immediatamente condivisi con i militari della Stazione di Ponte San Giovanni che, nel frattempo, continuando senza sosta gli accertamenti investigativi, avevano riscontrato la presenza della stessa autovettura catturata anche nelle immagini del sistema di videosorveglianza di uno svincolo stradale mentre attende l’auto rubata per poi proseguire insieme la corsa in direzione di Bastia.

Unitamente al personale della Squadra Mobile, i carabinieri della stazione di Ponte San Giovanni hanno deciso, quindi, di procedere al pedinamento e al successivo controllo dell’autovettura, a bordo della quale hanno riscontrato la presenza del marito della cittadina rumena.

Mentre l’attività investigativa andava avanti, il 3 luglio scorso a Bastia Umbra, verso le ore 19.30, presso il supermercato dove era stata abbandonata l'auto rubata, è stata commessa una rapina. Anche in questo caso l'autore era un uomo che, armato di pistola, costringeva la cassiera a consegnargli l’incasso della giornata pari a 1.600 euro circa.

Viste le medesime modalità di commissione del fatto, la descrizione dell’autore della rapina corrispondente a quella della prima, gli inquirenti hanno ragionevolmente pensato che si trattasse della stessa mano.

In un esemplare sforzo sinergico, mentre i militari raccoglievano le dichiarazioni della commessa, i poliziotti di Assisi hanno esaminato le immagini del sistema di videosorveglianza urbana di Bastia Umbra, riscontrando ancora una volta la presenza sospetta dell’autovettura già attenzionata nel primo episodio.

A quel punto, insieme ai militari della Stazione di Ponte San Giovanni e ai poliziotti della Squadra Mobile di Perugia, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno deciso di effettuare un blitz presso l’abitazione dei due coniugi proprietari dell’autovettura.

Una volta all’interno, oltre alla donna, nella stanza dei bambini, dentro l’armadio, coperto sotto alcuni vestiti, veniva trovato un uomo estraneo al nucleo familiare, il quale giustificava la sua presenza affermando di stare giocando a nascondino con i bambini. L’uomo sarebbe stato successivamente identificato in un 51enne, di origini campane, incensurato.

Subito dopo, nei pressi dell’abitazione, veniva rintracciato il marito della donna, il 39enne italiano con precedenti per truffa. L’uomo, da subito sentitosi scoperto, confessava ogni sua responsabilità, confermando il suo coinvolgimento in entrambe le rapine. Era lui ad aver guidato l’autovettura catturata dalle immagini mentre accompagnava e riprendeva successivamente dopo le rapine, il responsabile materiale degli episodi delittuosi indicato da lui nel 51enne sorpreso all’interno dell’armadio.

L’uomo che dichiarava di essere stato spinto dalla disperazione perché senza soldi e lavoro, da subito collaborativo, mostrava ai poliziotti e ai militari il luogo dove aveva nascosto l’arma.

Nel garage dell’abitazione, nascosta all’interno di una busta, ben occultata tra scatoloni, faceva ritrovare l’arma utilizzata per le rapine rivelatasi una scacciacani e le chiavi dell’auto rubata nella prima rapina.

Raccolte tali evidenze, concretizzandosi il pericolo di fuga, non avendo lo stesso collegamenti in Umbria e dunque potendo non essere più rintracciabile, vista la gravità del fatto di reato, e il pericolo di inquinamento probatorio visto il tentativo di nascondersi durante la perquisizione, il 51enne campano, autore materiale delle rapine veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto.

Prima di essere associato al carcere di Capanne veniva visto e riconosciuto dalle due vittime rapinate, nel frattempo convocate presso gli uffici per le formalità di rito.

Per il suo complice il 39enne italiano invece è scattata la denuncia in stato di libertà per il duplice delitto di rapina in concorso.