Aborto farmacologico, Radicali Perugia lancia petizione rivolta alla presidente Tesei

In soli due giorni raccolte oltre 1.300 firme
Perugia

Radicali Perugia ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org rivolta alla Presidente Tesei e all’assessore alla sanità Coletto per adeguare la Regione Umbria alle nuove linee guida nazionali in materia di aborto farmacologico, annullando la propria decisione dello scorso giugno che di fatto obbliga le pazienti al ricovero, in un momento, tra l’altro, nel quale bisogna cercare di limitare il più possibile gli accessi ospedalieri.

“In soli 2 giorni – si legge in una nota firmata da Elisabetta Chiacchella, Anna Rita Fiorini Granieri, Michele Guaitini e Andrea Maori di Radicaliperugia.org - sono state già raccolte oltre 1.300 firme, segno evidente di come questo problema sia molto sentito dai nostri concittadini.

In Umbria, così come in altre regioni d’Italia, prima della delibera di giugno, era possibile praticare l’aborto farmacologico in regime di day hospital o presso il proprio domicilio, sempre sotto assistenza medica. Il ricovero ospedaliero deve rimanere solo una opportunità residuale qualora dovessero sorgere complicazioni o se reputato necessario dalla donna insieme al suo medico”.

“Diventa urgente quindi emanare una nuova delibera – proseguono i firmatari - che recepisca le linee guida nazionali emanate sull'onda delle polemiche scaturite dal caso umbro e che fa definitivamente chiarezza sulla necessità di seguire percorsi alternativi al ricovero obbligatorio. La nuova delibera può anche essere occasione per adeguare i servizi di interruzione di gravidanza farmacologica anche negli altri ospedali regionali oltre a quelli di Pantalla, Narni e Orvieto dove sono attualmente presenti”.

“Inoltre - concludono i rappresentanti di Radicaliperugia.org - chiediamo che anche in Umbria sia data piena applicazione alla legge 194 per garantire la presenza di medici non obiettori in tutti gli ospedali, per aumentare gli organici dei consultori e per garantire la contraccezione gratuita”.

E’ ancora possibile firmare la petizione andando all’indirizzo internet