Qualità della vita, Perugia e Terni sempre più in basso

“Il Sole 24 Ore” ha pubblicato la classifica delle province d’Italia
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Perugia

Dal 1990 Il Sole 24 Ore pubblica la classifica della qualità della vita delle province d'Italia.
Le città vengono giudicate attraverso sei parametri: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Nell’edizione 2017 a vincere era stata Belluno.
Quest'anno la prima posizione l'ha conquistata Milano, risultato la città più vivibile di Italia nel 2018.
  Il capoluogo lombardo svetta per reddito, lavoro e servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, ha un buon tasso di occupazione e vince come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino.

 Perugia si piazza al 59esimo posto, con un punteggio di 489,3. Il capoluogo umbro è sceso di dieci posizioni rispetto al 2017. A pesare è soprattutto è la sezione ‘Giustizia e sicurezza’, dove è 73esima.
Al 33esimo posto in ‘Cultura e tempo libero’. Per quanto riguarda ‘Ricchezza e consumi’ è 61esima. Mentre ‘Affari e lavoro’ risulta 42esima, ‘Ambiente e servizi’ 39esima, ‘Demografia e società’ 43esima. Nei singoli indicatori speranza di vita alla nascita (14esima) e numero di librerie (sesta) fanno da contraltare a protesti pro capite (87esima), durata media sei processi (77esima), scippi e borseggi (79esima), cause pendenti ultratriennali in tribunale (89esima).

Terni scivola al 68esimo posto con 460,3. La provincia ternana perde nove posizioni rispetto all’anno scorso.
‘Demografia e società’ è la categoria peggiore (99esimo posto), ‘Cultura e tempo libero’ (45esimo) la migliore.
Ecco le altre: ‘Ricchezza e consumi’ 65esima, ‘Affari e lavoro’ 63esima, ‘Ambiente e servizi’ 62esima, ‘Giustizia e sicurezza’ (49esima). Tra gli indici, bene l’offerta culturale (13esima), male il gap retributivo di genere (105esima e terz’ultima provincia in Italia), tasso di natalità (99esima), indice di vecchiaia (94esima), tasso di mortalità (96esima), tasso di fecondità (101esima).

Stabile Roma, che si piazza al 21° posto, in linea con l’anno precedente. La ricchezza dei romani viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d’Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti. Pesano sulla città il numero dei protesti, l’indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti.

Tra le altre grandi città, spicca Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare giustizia, sicurezza e lavoro, la città festeggia il miglioramento su ricchezza e consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case.
Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari, Bologna e Palermo, in controtendenza solo Genova e Firenze.
In particolare il capoluogo ligure è penalizzato dalla più elevata densità di reati legati agli stupefacenti e quello toscano soffre in ambito demografico dove scende in 68esima posizione.
Ma ovviamente c'è sempre chi sta peggio.
In fondo alla classifica Vibo Valentia. La provincia calabrese è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani.