Procura di Perugia, lo sconfitto fa ricorso al Tar contro la nomina di Cantone

Il Procuratore aggiunto a Salerno Luca Masini parla di “arbitrarietà” in decisione del Csm
Perugia

Ricorso al Tar del Lazio contro la nomina di Raffaele Cantone alla guida della procura di Perugia.
A presentarlo il candidato escluso, Luca Masini, procuratore aggiunto a Salerno che chiede prima la sospensione, poi l’eventuale annullamento della delibera del Consiglio superiore della magistratura. Lo sconfitto parla di decisione viziata da “arbitrarietà” ed “eccesso di potere”.
La corsa per la guida della procura di Perugia si era conclusa al Csm nel giugno scorso con 12 voti a favore dell’ex presidente dell’Anac Raffaele Cantone e 8 per il pm Luca Masini. Ma ora Masini contesta ai consiglieri di aver scelto Cantone per il suo ruolo nell’Autorità anticorruzione, nonostante si tratti “di un’attività estranea all’esercizio della giurisdizione”, e di non aver tenuto conto della sua esperienza sul campo. In 27 anni di carriera, infatti, il magistrato è sempre stato pm e ha ricoperto incarichi semidirettivi nelle procure.
Il caso sarà mercoledì prossimo all’attenzione del plenum, che esaminerà la proposta della commissione per gli incarichi direttivi di costituzione in giudizio del Csm, invitando l’avvocatura dello Stato a resistere contro il ricorso.
Una delibera sulla quale in commissione si sono astenuti i consiglieri togati Piercamillo Davigo, di Autonomia&Indipendenza, e Loredana Micciché, di Magistratura Indipendente, gli stessi che avevano sostenuto la candidatura di Masini. Alla base dell’impugnazione della nomina da parte dello sfidante la convinzione che essa sia viziata, tra l’altro, da una non corretta valutazione del profilo del merito, che ha portato a preferire Cantone in ragione del suo ruolo di presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ignorando la lunga esperienza di Masini sempre in funzioni di pm e anche con incarichi semidirettivi. 
Una vicenda delicatissima, dal momento che Perugia è competente dei reati contestati ai magistrati romani. Compreso Luca Palamara, l’ex presidente dell’Anm sotto inchiesta con l’accusa di corruzione e su cui pende la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm. Dopo aver chiesto di rientrare in magistratura, Cantone ha presentato domanda per il ruolo di procuratore capo nel capoluogo umbro. La decisione finale è arrivata il 17 giugno, ma ha spaccato in due il plenum del Csm.