Davide Pecorelli si era rifugiato in una comunità di preti a Medjugorje

L'imprenditore umbro è stato interrogato per tre ore alla Procura di Perugia
Perugia

Davide Pecorelli, 45 anni, originario di Lama di San Giustino, ma con legami a Sansepolcro e nel resto della provincia di Arezzo, era scomparso nel nulla lo scorso gennaio dopo un viaggio in Albania, dove era andato per lavoro, per tentare di trovare una soluzione alla crisi in cui erano caduti i suoi saloni di bellezza tra Umbria e Toscana. Proprio lì contava di vendere un macchinario utilizzato nell'estetica al fine di risollevare i proprio affari. Pecorelli doveva far fronte alle grosse difficoltà che aveva sia con l’albergo a due stelle di Lama, che con i negozi di parrucchiere di San Giustino Umbro, Sansepolcro, Città di Castello e Corciano.

In Albania Pecorelli ci arrivò il 3 gennaio, sarebbe dovuto restare un mese e invece la sua improvvisa sparizione riempì le pagine della cronaca nera. Cosa sia successo in Albania però a tutt'oggi ancora non è chiaro. L'auto che aveva noleggiato a Tirana nel dicembre scorso, fu ritrovata il 6 gennaio a Puke, nel nord del Paese, distrutta dalle fiamme. Al suo interno furono rinvenuti dei resti umani (ossa), il suo orologio e il telefonino. Gli inquirenti albanesi pensarono subito ad un suicidio. Quelli italiani invece maturarono l'idea che dietro alla scomparsa ci fosse un crimine violento, tanto da aprire un fascicolo per omicidio colposo. I resti furono inviati in Italia per analizzarne il dna: ma il materiale era esiguo e ridotto male e l'esame non diede alcun esito.

Da lì l'inizio del giallo che ha fatto registrare un altro capitolo importante il giorno del suo ritrovamento “miracoloso”.

Lui, quando gli agenti lo hanno soccorso alla deriva al largo dell'isola di Montecristo, ha spiegato candidamente: «Scomparso? Ero in vacanza». Una battuta che dà la cifra del personaggio. Negli ultimi giorni, è poi venuto fuori, che aveva soggiornato in un hotel all'Isola del Giglio, come un turista. Prima ancora sarebbe stato a Roma e qui avrebbe prelevato per la prima volta del denaro dalla sua carta di credito. A notare il movimento l’ex compagna. Poi il ritrovamento sul gommone in avaria con documenti falsi, che gli sono costati l’iscrizione nel registro degli indagati a Grosseto per sostituzione di persona. Gli stessi documenti che probabilmente ha usato per nascondersi inizialmente. Così non si comprende come mai, nonostante il mare agitato, avesse deciso di recarsi alla vicina Montecristo nonostante l'isola sia inaccessibile a turisti. Al momento l'unica certezza è il fatto che Davide Pecorelli è vivo e sta bene.
Sul caso indaga la Procura di Perugia dove è stato interrogato per circa tre ore, poi all'uscita Pecorelli ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti: «Ho riferito tutto al dottor Petrazzini. Cosa ho fatto in questi 8 mesi? Sono stato in una comunità di preti a Medjugorje, lì vicino. Cosa farò adesso? Vado dai miei figli e l'unica cosa certa è che non farò più l'imprenditore in Italia».

«Ho deciso di scomparire perché travolto dai problemi economici. Sono praticamente rovinato», ha dunque ammesso. Per concludere: «A ottobre però sarei tornato comunque a casa».