Priorità alla Scuola Perugia: "Una scuola aperta e sicura, subito!"

"E' responsabilità della sanità regionale organizzare un’attività di screening all’interno delle scuole"
Perugia

Il comitato Priorità alla Scuola Perugia, attivo in tutto il territorio nazionale da più di un anno, ha lanciato un appello per continuare a richiedere l’apertura delle scuole in tutta la Regione Umbria che riportiamo integralmente.

Il governo regionale ha deciso di non assumersi in prima battuta la responsabilità della gestione sanitaria e politico-amministrativa, scaricandola sui comuni, che, tramite ordinanze comunali, hanno chiuso le scuole di ogni ordine e grado, fra cui le superiori riaperte da appena quattro giorni, per poi emanare un'ordinanza regionale di cui non si poteva fare a meno. In questo momento storico, la Regione Umbria si sta distinguendo a livello nazionale per l’imbarazzante incapacità della gestione della salute pubblica con inevitabili conseguenze sulla popolazione, in particolare quella scolastica: non esiste un piano di tracciamento del contagio sul territorio, né le strutture e il personale medico sono state adeguatamente potenziate per fronteggiare questo momento di forte difficoltà. Inoltre, nonostante le ripetute sollecitazioni, dopo 11 mesi di pandemia la Regione non si è ancora occupata di investimenti strutturali  nel trasporto pubblico, strumento essenziale per risolvere il problema “sicurezza” nelle scuole e che è stata ritenuto la maggiore criticità del rientro dalla Regione stessa.

L’istituzione scolastica ha bisogno di investimenti, personale e spazi idonei: è responsabilità della sanità regionale organizzare un’attività di screening all’interno delle scuole in modo massiccio e continuo, non sporadico e discontinuo, in modo da garantire il contact tracing, diminuire sensibilmente i contagi e soprattutto le quarantene che bloccano il lavoro didattico di intere classi.

Chiediamo alla Regione Umbria la totale trasparenza dei dati del tracciamento di cui le poche informazioni sono poco chiare e frammentate. Chiediamo, inoltre, che venga pubblicamente reso noto in che modo sono stati utilizzati i fondi pubblici arrivati dal Ministero della Salute, e perché il loro utilizzo non sia stato funzionale come in altre regioni - pensiamo alla Toscana - a contenere la diffusione del contagio. Vogliamo risposte chiare da parte della classe dirigente umbra!

È necessario rimettere al centro del dibattito pubblico le decisioni politiche sulla salute e sulla formazione in un'ottica non solo di arginamento del momento di emergenza, ma per la costruzione di un futuro diverso e migliore per tutta l’Umbria.

La nostra mobilitazione non si fermerà ai comunicati: la Regione Umbria deve assumersi le responsabilità delle sue scelte disastrose in tema di istruzione e sanità, due diritti inalienabili che finora sono stati messi in contrapposizione. Come comitato Priorità alla Scuola vogliamo certezze e un cambio di rotta radicale delle politiche scolastiche e giovanili, che tengano conto anche di un ripensamento del ruolo che ha la scuola all’interno del tessuto sociale e del nostro territorio. Pretendiamo per questo una volontà di cambiamento che si discosti dalla mera propaganda elettorale messa in atto fino ad oggi.

Per continuare a confrontarci sulla drammatica situazione scolastica e sanitaria abbiamo convocato un’assemblea pubblica, venerdì 12 alle 17:30 sulla piattaforma zoom.

La Regione deve ascoltarci e smettere di giocare sulla pelle della popolazione e della comunità scolastica! Scuole aperte in sicurezza ora!