In Umbria famiglie più povere dopo il Covid

Ad evidenziarlo è il rapporto di Bankitalia del giugno scorso
Perugia

Famiglie umbre sempre più indebitate. Cresce dell’8,9% il credito al consumo, quel tipo di finanziamento che si attiva soprattutto per la mancanza di liquidità.
Come riporta oggi, ad evidenziarlo è il rapporto di Bankitalia del giugno scorso che rileva come l’espansione del credito per finalità di consumo è proseguita nel 2019 a ritmi ancora più marcati rispetto all’anno precedente: nel report si calcola un +8,9 per cento.
  Secondo l’analisi degli esperti della Banca d’Italia “il segmento più rilevante è stato quello dei prestiti personali che ha contribuito alla crescita per circa il 40 per cento. I crediti finalizzati all’acquisto di autoveicoli, aumentati a ritmi molti intensi negli ultimi quattro anni, sono arrivati a rappresentare oltre un quarto del totale. I flussi di nuove erogazioni sono cresciuti in misura analoga alla media nazionale, concentrandosi nella fascia di durata superiore ai 5 anni; il costo delle operazioni è sceso nella parte finale dello scorso anno al 6,3 per cento. Ma il Covid ha avuto i suoi effetti sulla situazione creditizia generale delle famiglie con un calo della domanda di abitazioni e di beni durevoli. 
L’impatto è stato attenuato dagli effetti delle moratorie e della sospensione delle rate dei mutui per la prima casa.
  Secondo un’indagine della Centrale Rischi Finanziari Spa in Umbria sarebbero state accordate oltre 1.000 moratorie, corrispondenti allo 0,5 per cento dei contratti di finanziamento in essere. In prospettiva un ulteriore sostegno alle famiglie potrebbe derivare dall’ampliamento della platea di beneficiari del Fondo di garanzia mutui prima casa disposto dai provvedimenti governativi.
  Rispetto alle precedenti crisi, le famiglie umbre presentavano alla vigilia della pandemia una struttura dell’indebitamento per mutui meno esposta ai rischi di rialzo dei tassi d’interesse: la quota dei contratti a tasso fisso sul totale si è infatti progressivamente ampliata portandosi al 52,5 per cento a dicembre dello scorso anno (dal 33,8 del 2007).
Al netto di surroghe e sostituzioni nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni nel 2019 sono stati pari a 412 milioni, l’8,4 per cento in meno rispetto all’anno precedente.