Verini: “Pd ferito ma non affondato»

Il commissario Dem rinvia ogni decisione al congresso che si terrà a Bologna
Perugia

Il commissario del Partito democratico, Walter Verini, non ci sta a dimettersi. Nell'incontro con i giornalisti nella sede di via Bonazzi, a Perugia, ammette che domenica 27 ottobre è stata una sconfitta pesante, più pesante del previsto per la coalizione, ma che quel 22,3% di preferenze al Pd in fondo dimostra che, tutto sommato, c'è una base dalla quale ripartire, rifondando tutto. Sorvola sul fatto che il partito è passato dal 35% al 22, ma del resto non è arrivato a quel 16% che prevedevano alcuni sondaggisti.
Adesso si guarda avanti. Il primo passo è Bologna dove, dal 15 al 17 novembre, si terrà l'assemblea nazionale che ridisegnerà il futuro del partito, a cominciare dallo statuto che, a detta di Verini, fisserà una modalità diversa dalle primarie per l'elezione dei segretari.  
Sull'argomento dimissioni Verini è chiaro: "Non si pone il problema perché il mio è un mandato che politicamente si sarebbe esaurito con le elezioni regionali. Riconsegno un partito ammaccato, che ha subito una sconfitta, ma c'è e quel 22,3 per cento è una base dalla quale provare a ripartire insieme". "Ora sovrano sarà il congresso" ha aggiunto.
 Il commissario ha sottolineato come quella del 27 ottobre sia "stata una serata di dolore politico e personale per migliaia di persone che hanno visto simbolicamente mettere in timbro negativo alla storia di questa regione". "Penso si debba e possa provare a ripartire riformando radicalmente tutto - ha proseguito -, senza guardare indietro".  
"Non siamo affondati, non c'è caos nel partito. Abbiamo comunque 5 consiglieri regionali. Riconsegno un Pd ammaccato è vero, ma c'è una base da cui ripartire. Ho contribuito anch'io in questi mesi a evitare lo sfascio”. E sul patto con i pentastellati Verini risponde così: “I tempi non erano maturi, avremmo dovuto capirlo, ma non butterei l'acqua sporca con il bambino: nel programma c'erano contenuti importanti da cui potremmo ripartire”.