Il premier Conte ospite di Brunello Cucinelli

Ma gli esponenti di FdI non la prendono bene
Perugia

Il premier Giuseppe Conte sarà ospite di Brunello Cucinelli a Solomeo.
La cosa ovviamente non è passata inosservata ad alcuni esponenti del centrodestra che reputano tale presenza come una chiara volontà di sostenere il candidato giallo-rosso Vincenzo Bianconi alle prossime regionali del 27 ottobre in Umbria.
Attraverso un’interrogazione a risposta immediata il senatore Franco Zaffini di Fratelli d’Italia chiede a Conte «se non reputi tale atteggiamento eccessivamente disinvolto, al limite della scorrettezza istituzionale, ascrivibile inoltre ad inutile perdita di tempo considerato il risultato certo delle elezioni del 27 ottobre».
«Il premier Giuseppe Conte non trova nulla di più urgente da fare che visitare l’azienda di Brunello Cucinelli di Solomeo impegnato con grande merito nella produzione e nella commercializzazione di capi d’abbigliamento che rappresentano la miglior espressione del Made in Italy ma molto meno meritoriamente impegnato ad offrire sostegno a quella parte politica che in un disperato tentativo di recupero di credibilità ha pensato di candidarlo alla presidenza della Regione Umbria».

Scrivono Prisco e Zaffini in una nota congiunta: «Gli umbri non si lasceranno abbindolare da tale spregiudicatezza» da parte di «un presidente del Consiglio neppure votato dagli italiani e neppure mai eletto in Parlamento.
  Il senatore di FdI chiede al premier «se non reputi gravissimo, prestare la sua figura istituzionale, peraltro definita da lui stesso ‘tecnica’, a simili disperati atteggiamenti».

«Nonostante le gravi e impellenti emergenze che investono la Nazione, prima fra tutte quella dell’elaborazione di una legge finanziaria e di bilancio che si anticipa lacrime e sangue per i cittadini e contribuenti italiani – concludono Prisco e Zaffini – il presidente del Consiglio non trova nulla di più urgente da fare che venire a fare da supporter a una sinistra alleata con quelli che si definivano i fustigatori delle Istituzioni, i pentastellati rimasti imprigionati nella famosa scatoletta di tonno».