La “possente” poesia di Cristiana Sebastiani

Presentato alla Stranieri il nuovo libro della scrittrice perugina
Perugia

di Francesco Castellini - Ci sono anime molto sottili, così sensibili e apparentemente fragili, che fanno venire in mente certi fiori di campagna, che basta un anelito di vento per vederli dissolversi nell'aria. Ma poi ti dicono che è solo un altro modo per non fermarsi, per non morire, per farsi trasportare lontano.
Si leggono le poesie di Cristiana e ci si ritrova sospesi in un mondo vagante, parallelo, in un'altra dimensione, un non luogo perfetto e sublime, dove come per magia nulla ha più il potere di ferire come prima, di far male ancora, dove anche il dolore supremo, come il distacco da una persona amata, o la nostalgia di una stagione o di una felicità passata, viene attutito dal suono ottundente di parole vive, note lucenti che hanno il potere di ipnotizzare e rivelare a tratti il dolce frastuono di un cuore che batte, da solo.
E allora capisci che quei suoi libri, quegli scrigni preziosi, custodi di tante scintille vitali, non servono all'autrice per conservare qualcosa, o per condividere segrete emozioni, ma piuttosto per dimostrare a noi tutti che a fronte di ogni male del mondo, anche con le sole proprie forze, ce se la può fare, ci si può difendere e salvare.
Anche in questa bellissima nuova opera della Sebastiani, non a caso intitolata “Umbria possente”, si ritrovano versi che testimoniano un avvenuto approdo salvifico. Che è poi la sua maniera per confondere e lenire i mali della vita. Un modo per evadere, e ritrovarsi finalmente sola con se stessa e unica cittadina del proprio mondo, che solo allora torna ad essere di nuovo puro e incontaminato, pronto per una ripartenza. Una pedana da cui saltare ancora.
Ecco dunque che lo scrivere diventa un espediente, una strategia con effetto contundente, che ha il potere di annientare il tempo, mantenendo in sé la forza speciale di attutire i malevoli colpi, e con essi tutti i relativi effetti devastanti.
Si sfogliano le pagine, si viaggia fra le righe, ci si fa trasportare dal fiume di parole come affidandosi al corso di una piena, e tutto si allontana, tutto prende un'altra dimensione. Fino a quando allora si vede comparire in fondo l'isola felice, che affiora in mezzo ad un oceano senza stelle.
Potremmo così dire che la poesia di Cristiana è a sua volta possente, perché non solo aiuta a curare le ferite dell'anima, grazie alle sue trovate sintattiche, musicali, grazie alle sue metafore che hanno il potere di prendere la giusta distanza dalle cose, ma piuttosto perché sono in grado di fermare e imprigionare in uno specchio parallelo i fantasmi del pianto, rivelando così a lei e ai suoi estimatori, che esiste uno spazio privilegiato dove anche le onde più nefaste non sono in grado di erodere le sponde, e dove anche i malesseri più profondi arrivano spenti, attutiti, smorzati e dunque belli.

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La poetessa Cristiana Maria Sebastiani ha presentato mercoledì 9 novembre, presso l'Aula Magna dell'Università per Stranieri di Perugia, il suo nuovo libro "Umbria Possente", di Vertigo Editori. Ospiti dell'incontro: Bruno Cora, Luciano Lepri, Guido Buffoni, Andrea Baffoni.
Le poesie di Cristiana sono state lette da Paul Dominici, Stefano Sabani Visconti e da Claudio Carini. Musiche di Renato Sebastiani sono state interpretate dal maestro Stefano Ragni.