Stroncato da un’infezione dopo il ricovero

La famiglia dell’85enne ha sporto denuncia al posto di Polizia
Perugia

Il corpo dell'85enne deceduto il 21 giugno scorso nel reparto di malattie infettive del Santa Maria della Misericordia è stato sottoposto ad esame autoctono. L'uomo, originario della zona del lago Trasimeno, nell'arco di sei mesi era stato operato due volte e dopo il secondo intervento, stando a quanto denunciato dai familiari, ha contratto un'infezione che si sarebbe poi rivelata letale. Una tesi che ora sarebbe confermata dall'autopsia. Come riporta il Corriere dell'Umbria l'esame è stato eseguito dal medico-legale Sergio Scalise Pantuso e dal dottor Paolo Fabbrucci, un chirurgo toscano, affiancati dal consulente di parte, Luca Pistolesi.
A disporlo è stato il pm Manuela Comodi, di turno il giorno del decesso dell'85. Quella stessa mattina, il figlio dell'anziano ha sporto denuncia al posto fisso di polizia. La famiglia, assistita dall'avvocato Andrea Bellachioma, vuole capire se ci sono delle responsabilità nella morte del loro caro che era entrato in ospedale per un lipoma benigno all'intestino e ne è uscito cadavere.

Il caso ricorda da vicino quello di Felice Eutizi, anche lui deceduto al Santa Maria della Misericordia a Perugia a 64 anni, dopo mesi di ricoveri e dimissioni nell’ospedale di Foligno, per una setticemia diffusa da stafilococco aureo. Per questa vicenda la famiglia di Felice Eutizi – assistita dall’avvocato Gennaro Esibizione - chiede all’Asl 2 un risarcimento di due milioni di euro. Dopo che il gip di Spoleto, Federica Fortunati, ha archiviato l’indagine a carico di sette medici del Giovanni Battista. Il processo partirà a novembre prossimo.