Fase 2 in ospedale, a Perugia riprendono le visite specialistiche

Da lunedì riparte la specialistica all’ospedale Santa Maria della Misericordia, una struttura che gira su 7,3 milioni di prestazioni ambulatoriali all’anno
Perugia

Con il blocco Covid-19, l’Umbria è rimasta indietro di centomila prestazioni ambulatoriali e specialistiche, screening compresi. Lo rende noto un servizio del che ricorda anche che da lunedì riparte la specialistica all’ospedale Santa Maria della Misericordia, una struttura che gira su 7,3 milioni di prestazioni ambulatoriali all’anno.
Una ripartenza per gradi - come spiega il commissario straordinario del Santa Maria della Misericordia, Antonio Onnis: «Siamo di fronte a un importante sforzo organizzativo, anzi riorganizzativo. Dobbiamo tenere un grande equilibrio tra le misure di sicurezza e il garantire i servizi alla persona quotidianamente. Ci muoveremo secondo un doppio approccio: da una parte la classe di priorità delle prestazioni, dall’altra il controllo programmato quotidiano».
Si riparte, poter che le urgenze non si sono mai remate, con i malati oncologici, chi è in regime post operatorio, chi deve seguire terapie anticoagulanti oltre alle patologie suscettibili di peggioramento E ci saranno anche le classiche analisi del sangue che saranno effettuati con scaglionamenti programmati e particolare attenzione visto che, quotidianamente, dal punto di vista numerico, erano i più numerosi. Senza dimenticare gli screening. «È logico - spiega ancora Onnis - che saranno gli specialisti a segnalarci le necessità. Ecco perché parlodi monitoraggio quotidiano».

L’ospedale, come già avviene da qualche giorno, sarà controllato dai quattro accessi anche con i termoscanner. Ogni paziente dovrà arrivare non più di un quarto d’ora prima della prestazione specialistica ambulatoriale. Per garantire il distanziamento sociale è stato ridotto l’utilizzo delle seggiole nelle sale e corridoi d’attesa. Così come tra un paziente che entra e il successivo passeranno non più i venti minuti medi pre-Covid, ma si arriverà a mezz’ora visto che sarà necessaria la sanificazione degli ambienti e anche dei macchinari. «I nostri medici e infermieri- sottolinea Onnis- indosseranno tutte le protezioni».

La Regione ha dato un’indicazione precisa: ambulatori aperti sette giorni su sette dalla mattina alla sera e anche l’Azienda ospedaliera si adeguerà. Difficile, a bocce ferme, fare un’ipotesi di quanto sarà la riduzione dell’utilizzo degli ambulatori rispetto al presidio pre Covid-19. Ancora Onnis: «Abbiamo in mano i dati dell’attività chirurgica che si è ridotta all’incirca del 50% considerando anche l’attivazione delle convenzioni con i privati». A proposito: ieri prime sedute operatore dei professori Antonio Rulli e Auro Caraffarispettivamentea PortaSole e aVilla Fiorita. C’è un’altra partita, nella sanità investita dal ciclone Covid-19: la telemedicina. «Dovremmo deliberare a breve - anticipa Onnis - ci sono stati sottoposti progetti dai nostri specialisti e credo che la pediatria potrà trarre giovamento sopratutto nell’evitare che i bambini vengano in ospedale».