All'Ospedale di Perugia parte il progetto “Il Filo di Dermatologia e Reumatologia”

Una campagna di screening per i pazienti che, a causa del Covid, hanno dovuto rinunciare a visite e controlli
Perugia

E’ il progetto “Il Filo di Dermatologia e Reumatologia” che vedrà coinvolti, tutti insieme, il CISOM, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, l’Associazione Nazionale Malati Reumautici Anmar, l’Associazione Malati Reumatici AMaR Umbria, l’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza Apiafco e l’Azienda Ospedaliera di Perugia, in una due giorni - in programma l’8 e il 9 ottobre, dalle ore 10 alle ore 16 - di consulti gratuiti pensata per offrire a tante persone l’opportunità di sottoporsi a uno screening per non saltare, dopo le chiusure e i rinvii imposti dalla pandemia, un appuntamento irrinunciabile per la salute di tutti: quello con la prevenzione.

L’iniziativa vedrà allestite, in un piazzale interno all’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di fronte al padiglione di Microbiologia, delle tensostrutture CISOM che ospiteranno due ambulatori mobili per la reumatologia, grazie alla collaborazione del professor Roberto Gerli, e due ambulatori mobili per la dermatologia, grazie alla collaborazione del professor Luca Stingeni, oltre a spazi per le associazioni.

“Questa iniziativa è un altro tassello dell'impegno del CISOM per promuovere la salute e la sicurezza di tutti - sottolinea Gerardo Solaro del Borgo, presidente del CISOM, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta - La pandemia da Covid-19 ci ha costretti a mettere in secondo piano altre patologie che, se trascurate, possono diventare gravi e invalidanti. Per questo abbiamo sposato e promosso con grande entusiasmo questo progetto, che consideriamo un altro importante passo lungo il percorso del ritorno alla normalità”.

“Da sempre come Anmar ci adoperiamo nel territorio per fare informazione e sensibilizzazione sulle nostre patologie, eventi di screening e visite sono necessari per smaltire le liste di attesa, sempre troppo lunghe, e per fare diagnosi precoci ma anche per avere un consulto veloce nel caso di riacutizzazione della malattia o, come ora, che dopo un anno e mezzo di ambulatori chiusi e difficoltà nel trovare il proprio medico specialista anche una parola può fare la differenza anche in termini di aderenza terapeutica – interviene Silvia Tonolo, presidente nazionale Anmar, che aggiunge - Questi eventi servono anche per far recepire alle istituzioni quanto importante sia il coinvolgimento delle associazioni in tavoli regionali per rilevare le criticità e trovare insieme soluzioni che possano far sentire il paziente preso in carico e rendere sostenibile il nostro Sistema Sanitario Nazionale”.

“Abbiamo accolto favorevolmente l'iniziativa, anche con un pizzico di provocazione – sottolinea Alessandra Verducci nella sua veste di referente di Amar Umbria - Il fatto di poter ospitare l'evento in maniera ridotta rispetto al progetto originale, denota il disagio che oggi vivono i malati reumatici. Mi riferisco alla scarsità dei centri di riferimento a livello regionale e dei medici specialisti. E il Covid-19 non ha fatto altro che esasperare questa situazione già carente, tra prime visite e controlli saltati. Per non parlare dei tempi per rinnovare i piani terapeutici. Ma oggi ringrazio tutti per l’attenzione e per la collaborazione che abbiamo ricevuto nell'organizzare questo evento”.

“Secondo l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie reumatologiche costituiscono la prima causa di dolore e di disabilità in Europa. In Italia, circa il 10% della popolazione è colpita da tali patologie e la spesa per la loro cura è stimabile in 5-6 miliardi di euro. In Umbria sono 90 mila le persone che ne sono affette e di queste 5mila soffrono di artrite reumatoide – è la voce del professor Roberto Gerli, Direttore della Struttura Complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, che spiega – La nostra Azienda è molto attenta a tali patologie e la Struttura Complessa di Reumatologia verifica costantemente l’appropriatezza e la congruità dei relativi percorsi clinico-assistenziali. Certo è che il Covid-19, mandando in affanno i servizi sanitari regionali, ha impattato negativamente su tutti i pazienti affetti da altre patologie, ma seppur tra infinite difficoltà, il nostro impegno assistenziale è stato sempre assicurato. L’auspicio di oggi è di fare ancora di più, restituendo ai nostri pazienti che hanno vissuto un disagio in termini di accesso alle cure, una presenza ancora più attenta e una più rapida presa in carico”.

“La psoriasi è una patologia complessa che se non viene adeguatamente e tempestivamente diagnosticata e trattata può incidere sia sulla salute generale che sulla qualità della vita per coloro che la portano addosso. I dati ci dicono che il 30% - 40% soffre di psoriasi medio-severa che necessita di cure adeguate. L’iniziativa Il filo di Dermatologia e Reumatologia – aggiunge Valeria Corazza, presidente Apiafco - permette un dialogo aperto e diretto con lo specialista e la persona che soffre di psoriasi e che necessita di un supporto e di un aiuto costante. Di recente, in una ricerca cui Apiafco ha partecipato dalla domanda sul cosa significasse: “sentirsi liberi dalla patologia”, è emerso che una persona con psoriasi può convivere con questa quando avrà un efficace controllo dei sintomi e quando quindi potrà ridurre il carico psicosociale associato alla malattia. È quindi necessario poter contare su un trattamento ottimizzato, che duri nel tempo e che sia accessibile a tutti, equo. È inoltre necessario che la persona psoriasica sia supportata dal team sanitario non solo come paziente ma come persona, a trecentosessanta gradi. Siamo certi che le persone psoriasiche, come per la prima tappa in Sicilia, si avvicineranno con fiducia a questa iniziativa e tornino nell’abbraccio di una struttura ospedaliera di eccellenza senza alcun timore, superando il senso di abbandono provato durante il periodo di emergenza”.

“La psoriasi coinvolge il 5% della popolazione in Umbria, vale a dire oltre 40mila soggetti, un terzo dei quali in modo moderato o severo, con grave deterioramento della qualità di vita. I pazienti affetti da psoriasi valutati nella Struttura Complessa di Dermatologia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia sono circa 50 a settimana, nel 10% dei casi per una prima visita. L’afferenza annuale è di circa 1000 pazienti, la metà in terapia con farmaci sistemici (tradizionali e biotecnologici) e in stretto monitoraggio clinico-laboratoristico. Il trend è in costante aumento e l’assistenza è “globale”, ovvero multi-specialistica a causa delle frequenti comorbidità che il paziente psoriasico presenta - spiega il professor Luca Stingeni, Direttore della sezione di Dermatologia dell’Università di Perugia e della struttura complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, che con riferimento all’emergenza sanitaria tuttora in atto aggiunge - Particolare attenzione è stata posta al management clinico e terapeutico durante le varie fasi della pandemia Covid-19, anche attraverso l’ausilio delle telemedicina, soprattutto per quanto riguarda la prosecuzione delle terapie sistemiche e di quelle con farmaci biotecnologici in particolare. Queste ultime non hanno mai rappresentato un fattore di rischio per l’infezione da Sars-CoV-2 né un fattore prognostico sfavorevole nei pazienti che hanno contratto l’infezione”.

“Ho apprezzato moltissimo questa iniziativa di cui possono beneficiare l’ospedale di Perugia e tutta la comunità umbra – evidenzia Marcello Giannico, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia – Si tratta di una campagna di assistenza e sensibilizzazione alla prevenzione ma anche di adesione alle terapie in due settori nei quali la collaborazione tra il clinico, il medico curante, e il paziente è fondamentale. Questo progetto mostra la grande vicinanza anche delle associazioni dei malati reumatici e dermatologici al nostro ospedale”.

“Ringrazio il CISOM, Anmar e Apiafco per aver portato un’iniziativa tanto importante nella nostra Regione”. Per l’assessore alla Salute e alle Politiche Sociali della Regione Umbria, Luca Coletto, “il Covid-19 ha messo a dura prova ogni Sistema Sanitario Regionale, generando un disagio tangibile per i pazienti affetti da altre patologie, a cui oggi dobbiamo rivolgere ascolto e attenzione. Per fare questo è fondamentale garantire alle associazioni che li rappresentano un dialogo costante, perché una buona politica sanitaria non può prescindere dal conoscere le esigenze mutevoli dei pazienti. Il nostro impegno, oggi più che mai, sarà quello di garantirgli nuovamente un accesso alle cure adeguato, tempestivo e sicuro”.

“Ringraziamo il CISOM per l’installazione di questa struttura – sottolinea Gianluca Tuteri, vice sindaco e assessore alla Salute del Comune di Perugia – che porta prestazioni utili in questo momento di pandemia. Qualsiasi iniziativa di questo genere rivolta ai malati è senza dubbio la benvenuta. I pazienti reumatologici e dermatologici sono sempre più numerosi così come quelli che afferiscono alle cosiddette patologie croniche. Questi open day sono davvero molto importanti”.

A supportare il progetto “Il Filo di Dermatologia e Reumatologia” la biofarmaceutica Abbvie e Samsung.

Il coordinamento dell’iniziativa è a cura di FB & Associati, prima società di consulenza fondata in Italia specializzata in public affairs & advocacy, con sede a Roma ed uffici a Milano e Bruxelles.