Ex ospedale “Calai” Gualdo Tadino, intervento del vicepresidente della Regione Umbria Morroni

"L’aver buttato alle ortiche quel progetto rimane una colpa imperdonabile dell’amministrazione Presciutti e delle forze che l’hanno sostenuta in quella scelta"
Perugia

Sul tema del recupero e della valorizzazione dell’ex ospedale “Calai” di Gualdo Tadino, riceviamo e pubblichiamo l’intervento del vicepresidente della Regione Umbria, Roberto Morroni, ricevuto dagli organi di stampa della Regione.

“Noto con favore lo spiccato interesse delle forze di maggioranza nel comune di Gualdo Tadino verso il tema del recupero e della valorizzazione dell’ex ospedale Calai, anche se, con ogni probabilità, dietro questo atteggiamento si nasconde il proposito vano di far dimenticare la serie di gravi errori, antichi e recenti, che hanno costellato, su questo come su tanti altri aspetti della vita amministrativa cittadina, l’operato della giunta Presciutti.

Ad iniziare dalla cancellazione dell’intesa raggiunta nel 2012 tra Regione dell’Umbria, Comune di Gualdo Tadino, USL 1 ed Easp; un’intesa importante, raggiunta al termine di una lunga e difficile trattativa, che disegnava il volto futuro dell’ex Calai caratterizzandolo con un’ampia e qualificata offerta di servizi socio-sanitari in grado di dare vita ad una “cittadella della salute” d’interesse locale e regionale.

L’aver buttato alle ortiche quel progetto rimane una colpa imperdonabile dell’amministrazione Presciutti e delle forze che l’hanno sostenuta in quella scelta.

Ma al peggio non c’è limite e così, dopo aver liquidato il piano di sviluppo del 2012, sempre la giunta Presciutti si è gettata in un’altra impresa disastrosa: la definizione nel 2015, di concerto con la Regione, di un nuovo piano di valorizzazione o, forse, sarebbe più giusto chiamarlo “piano di smembramento” dell’ex ospedale cittadino.

Un piano che può essere riassunto in questo modo: demolizione della cosiddetta “stecca” pari ad una superficie di circa 2.000 metri quadrati, cambio di destinazione d’uso per le due palazzine rosa con l’attribuzione di funzioni residenziali e commerciali e, infine, recupero a fini socio-sanitari esclusivamente della parte originaria dell’ex Calai.

Un progetto sgangherato, frutto di un approccio approssimativo, superficiale, privo di visione e per di più ancorato a presunte ipotesi di finanziamento, sbandierate ai quattro venti in questi anni dal sindaco Presciutti, che si sono rivelate del tutto inconsistenti.

Per fortuna, e questa volta è proprio il caso di dirlo, l’inerzia e la debole operosità dell’amministrazione gualdese e della vecchia giunta regionale spazzata via dallo tsunami giudiziario hanno impedito che si passasse dalle parole ai fatti.

L’ex Calai è ancora lì, intatto; è andata bene, non si è prodotto un danno irreversibile alla città e ai gualdesi.

Ma la condotta seguita in questi anni dal sindaco Presciutti e dalle forze della sua maggioranza ha fatto perdere un tempo prezioso di quasi otto anni e questo danno, purtroppo, non è recuperabile.

Il nuovo governo regionale qualcosa ha già fatto; innanzi tutto ha detto definitivamente stop al piano di valorizzazione del 2015, quello per intenderci che prevedeva la demolizione della "stecca", e questa è di sicuro una buona notizia.

La seconda buona notizia è che c’è nella maggioranza che guida la Regione la volontà politica di “riavvolgere il nastro”, ovvero di riprendere un ragionamento che metta al centro l’idea di realizzare nell’ex Calai un luogo moderno ed avanzato per qualità e quantità di servizi sul versante socio-sanitario, con un’attenzione non solo ai bisogni del territorio ma anche a quelli della comunità regionale.

Torna, dunque, il tema di una “cittadella della salute” che dovrà ricevere nuovo impulso dalla rinnovata attenzione verso lo sviluppo di una medicina territoriale sempre più forte e diffusa e che dovrà necessariamente armonizzarsi con le linee strategiche e di intervento del nuovo Piano socio sanitario regionale, la cui elaborazione sarà al centro dell’agenda politica regionale di quest’anno.

In questa direzione è andato, sta andando e continuerà ad andare il mio impegno politico ed istituzionale, insieme a quello dell’Assessore alla Sanità e dell’intera Giunta regionale, nell’interesse della città di Gualdo Tadino e delle sue prospettive di rilancio e di sviluppo.

Lungo questo percorso non mancheranno di certo i necessari e, mi auguro, proficui momenti di confronto e valutazione con l’amministrazione comunale e con le forze politiche presenti nella massima assise cittadina”.