Il commissario straordinario all’emergenza sanitaria dell’Umbria Antonio Onnis: «Test super rapidi per non fermare la scuola»

«Stiamo finendo una sperimentazione che dovrebbe essere interessante e promettente»
Perugia

La scuola ha riaperto con il 95% del personale controllato e rientrato con la certificazione “covid free”, ma in questi giorni stanno entrando migliaia di supplenti e Ata che non hanno partecipato alla campagna di screening conclusa il 12 settembre e entrano con la sola autocertificazione. Per fare il punto e parlare di prospettive ha intervistato il commissario straordinario all’emergenza sanitaria dell’Umbria Antonio Onnis.
Cosa si sta facendo per continuare sulla strada dei controlli quindi della prevenzione?
«Tutte le strutture operanti nei distretti dedicate allo screening sono ancora aperte. Le confermo che dopo la chiusura della prima fase abbiamo avuto ancora insegnanti che sono venuti anche nella giornata di lunedì e di ieri. Ora è ovvio che arrivano più alla spicciolata. Non abbiamo i numeri giornalieri di mille persone ma vengono. E ancor più li invito a venire in linea con quello che hanno fatto i loro colleghi. Ritenevamo e riteniamo che questa sia una operazione assolutamente doverosa».
Come spiega il successo dello screening in Umbria?
«Innanzi tutto credo che la reazione che abbiamo avuto con le scuole è davvero il rilievo di un senso di responsabilità da parte del personale assolutamente eccezionale. Da noi hanno pagato due cose: abbiamo individuato una modalità alternativa a quella che ci sembrava molto debole suggerita a livello centrale, cioè riferita ai medici di famiglia: abbiamo scelto un’offerta in estemporanea, con la massima facilità, senza file, senza doppi appuntamenti nel caso di positività sierologica per poi fare il tampone; la seconda è il lavoro straordinario che hanno fatto tutte le equipe dei professionisti che credo di dover ringraziare per quello che stanno facendo. Poi, ripeto, c’è stato il grande senso di responsabilità del personale scolastico a cominciare dalla collaborazione dei dirigenti». Cambiamenti organizzativi in vista?
«Stiamo aggiornando e rivisitando il piano dei drive-in anche in relazione alla possibilità di andare a fare operazioni di questo tipo su altri target come le forze dell’ordine e in genere i servizi di pubblica utilità; stiamo lavorando per dare un’offerta anche a loro. Riteniamo che questo sia un modo che ci permette, oltre di comprendere la situazione delle nostra comunità e quindi di intervenire, anche di attuare uno strumento di sensibilizzazione delle persone».
Con la ripresa delle lezioni ci sono tanti problemi emergenti e c’è richiesta diffusa di chiarezza su come affrontarli. Cosa state facendo?
«Stiamo condividendo documenti con l’assessorato alla Istruzione e l’Usr che ad horas diventeranno un punto di rifermento. Non nuove linee guida ma delle norme di comportamento legate alle linee guida ministeriali. Sarà un’informativa anche per i genitori e per questo allestiremo anche delle FAQ, da pubblicare sui siti istituzionali, in modo che anche alle domande più semplici si possano dare le risposte del caso».
C’è la possibilità di avere un controllo rapido, con la saliva, su situazioni da chiarire nelle scuole?
«Stiamo finendo una sperimentazione di un test che dovrebbe essere interessante e promettente, vediamo un attimo come si conclude. Un'altra cosa che stiamo facendo in maniera molto attenta è definire le strategie di testing che vanno modulati a seconda della popolazione e dei target cui riferirsi. Abbiamo anche la necessità di mettere in sicurezza diverse strutture a cominciare dai nostri ospedali, le residenze e tutte quelle realtà in cui la circolazione del virus rischia di avere effetti dirompenti. Un’indagine con una sierologia e tamponi molecolari a tutta la popolazione diventa onerosa e di discutibile utilità».