Ora parla Rudy Guede: "Avevo le mani sporche di sangue perché ho tentato di salvare Meredith""

Adesso, dopo la libertà anticipata l'ivoriano rischia l'espulsione
Perugia

Rudy Guede, il 34enne tornato in libertà lo scorso 22 novembre dopo aver scontato 13 anni di carcere per omicidio volontario in concorso con ignoti, che ha visto come vittima Meredith Kercher, continua a proclamare la propria innocenza.
In una intervista rilasciata al Sun ha spiegato il motivo del sangue sulle sue mani: "Avevo le mani insanguinate perché ho cercato di salvarla, non di ucciderla".
L'ivoriano ha anche aggiunto di non essere il solo a conoscere la verità, ma che anche Amanda Knox sarebbe a conoscenza di quello che è successo quella tragica notte a Perugia.
L’ivoriano ha poi aggiunto: "Il tribunale mi ha condannato per complicità nell'omicidio perché c'era lì il mio Dna, ma i documenti processuali dicono che vi erano altre persone e che non sono stato io a infliggere le ferite fatali".
Alla domanda se Guede si riferisse ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, entrambe assolti con sentenza definitiva nel marzo 2015, Guede ha risposto: "Non voglio dire altro se non che lei dovrebbe leggere i documenti". "Come ho detto - ha aggiunto ancora Rudy Guede - i documenti dicono che c'erano altri lì e che non ho inflitto le coltellate. Conosco la verità e anche lei la conosce". Un riferimento chiaro ad Amanda Knox che nei giorni scorsi per l'ennesima volta aveva ribadito che il colpevole per l'omicidio di Meredith Kercher era solo Rudy Guede


Amanda Knox, assolta per l’omicidio di Meredith Kercher, ha affidato a un lungo post su Twitter il suo commento riguardo lo sconto di pena deciso dal magistrato di Sorveglianza di Viterbo che ha sancito la libertà di Rudy Guede, l’unico condannato per il delitto della studentessa americana di 22 anni, avvenuto la sera del primo novembre del 2007.
Dopo aver trascorso del tempo in carcere, la Knox e Raffaele Sollecito, anche loro inizialmente imputati, erano stati assolti dalla Cassazione.
Oggi Amanda scrive: “Rudy Guede, l'uomo che ha ucciso Meredith Kercher e mi ha accusato falsamente, ha avuto una nuova riduzione di pena. Ora è libero e il suo rapporto con la giustizia italiana è definitivamente terminato. Come immaginate che mi senta?”.
La Knox ha ricordato che le sue mani erano sporche del sangue e del Dna della vittima e che immediatamente era scappato dal Paese, mentre lei era rimasta ad aiutare la polizia.
Amanda ha anche sostenuto di aver dovuto sopportare l’infamia di Rudy Guede.
Ha inoltre detto di essere stata accusata falsamente dall'uomo che ha ucciso Meredith e che adesso è libero dopo una riduzione della pena.
Sul suo blog la Knox continua a parlare dell’ivoriano che aveva scelto di essere processato con rito abbreviato: “È stato il mio destino sopportare l’infamia della tragica morte di Meredith Kercher, un’infamia che appartiene al suo assassino dimenticato: Rudy Guede. Nonostante abbia lasciato il suo Dna sul corpo di Meredith, nonostante abbia lasciato le sue impronte nel sangue di lei, Guede non è mai stato accusato di omicidio. Invece, è stato condannato per un’accusa minore molto prima che il mio processo raggiungesse un verdetto”.
L’americana di Seattle ha poi proseguito ricordando l’intero iter giudiziario di Guede: “Non sono turbata perché Rudy Guede sia libero. Non sono turbata perché i giornalisti che continuano a diffamarmi ancora oggi lo stiano invece umanizzando, citando i suoi avvocati che affermano che è ‘calmo e ben integrato’. Non sono turbata dal fatto che gli sia stata data una seconda possibilità. Credo, come ha detto Bryan Stevenson, che tutti siano più della cosa peggiore che abbiano mai fatto. Credo che anche Rudy Guede meriti una seconda possibilità. Ma sono turbata“.

Ha poi aggiunto: “Non auguro a nessuno una sentenza irragionevolmente dura. Gli auguro solo una vera riabilitazione. Gli avvocati di Guede dicono che lui è su questa strada. Può essere. Ma so una cosa: fino a quando si rifiuterà di ammettere i suoi crimini, di mostrare vero rammarico, io continuerò a sopportare ingiustamente la sua infamia, io continuerò a essere ritenuta responsabile per il dolore dei Kercher, io continuerò ad essere diffamata perché non mostro rimorso per il crimine di Guede”.

Sempre su Twitter ha ricordato di quando era stata ingiustamente condannata a 26 anni e che invece "Guede, le cui impronte sono state trovate nel sangue di Meredith, il cui Dna era sul suo corpo, e che è fuggito immediatamente dal Paese mentre aiutavo la polizia, è stato condannato a 30 anni, ridotti a 16 in appello”. 

Anche Raffaele Sollecito ha commentato la liberazione dell’ivoriano. All’AdnKronos ha affermato: “Mi dispiace solo che non si sia mai pentito di quello che ha fatto, di aver ammazzato una povera ragazza. Mi dispiace che sono stato quattro anni in carcere e io e Amanda abbiamo rischiato di essere condannati a una pena per una cosa che non abbiamo fatto anche grazie alle sue bugie. Davanti alla televisione ha cambiato le sue dichiarazioni cercando di mettere in mezzo la mia figura e quella di Amanda in questo delitto".

Da sottolineare il fatto che Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati entrambi assolti.  


Adesso, dopo la libertà anticipata l'ivoriano rischia l'espulsione. Secondo l'ordinamento giudiziario italiano, infatti, uno staniero che sia stato condannato alla reclusione per un tempo superiore ai 2 anni deve essere rimpatriato.
Ma pare che l'ivoriano abbia già fatto richiesta di protezione internazionale, circostanza che consente di interrompere le pratiche per l'eventuale rimpatrio.