"Il trans di 43 anni indagato a piede libero per l’omicidio preterintenzionale di Samuele De Paoli ha mentito"”

Lo sostiene Valter Biscotti, l’avvocato della famiglia del 22enne di Bastia Umbra trovato cadavere in un fosso la mattina del 28 aprile
Perugia

Il trans di 43 anni indagato a piede libero per l’omicidio preterintenzionale di Samuele De Paoli in Umbria, "ha mentito”. Lo sostiene sulle colonne del Valter Biscotti, l’avvocato della famiglia del 22enne di Bastia Umbra trovato cadavere la mattina del 28 aprile, nudo, in un fosso dietro la zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte, nel territorio comunale di Perugia. Secondo Biscotti le dichiarazioni rese alla stampa dal brasiliano che ha ammesso di essere stato con De Paoli e di aver avuto una colluttazione “non sono veritiere, perché ha sostenuto di essere stato picchiato sulle costole da Samuele con un bastone o una mazza ma la polizia non ha repertato nulla. Sulla scena dell’omicidio non c’erano né un bastone né una mazza.

"Questo - continua - significa in modo molto netto che l’omicida ha mentito. Sta mentendo e se noi uniamo questa dichiarazione certamente menzognera al fatto di non aver chiamato il 118, ci lascia intendere un comportamento volto a mascherare una verità che ancora non conosciamo, diversa da come ci è stata raccontata e che a mio giudizio potrebbe anche incidere sulla posizione attuale dell’omicida”.  Il trans Patrizia è a piede libero e Biscotti con le sue dichiarazioni sollecita misure cautelari. In una prima versione della “confessione” l’indagato aveva anche parlato di un terzo uomo, un secondo cliente insieme a Samuele, ma  poi la versione è stata ritrattata in sede di interrogatorio. Anche questo dettaglio per Biscotti è segno che ci sono “anomalie” e che la versione resa sul fatto che ha lasciato Samuele vivo nel fosso “è chiaramente difensiva”.

 Prime verità dall'autopsia: per Samuele ipotesi stretta al collo mortale
Secondo il difensore del brasiliano, l’avvocato Francesco Gatti, sul luogo dell’omicidio (sotto tre querce in via Gualterio) ci sono rami compatibili con la descrizione del suo assistito e la versione del terzo uomo sarebbe frutto dello stress subito nella fase iniziale dell’interrogatorio. Nelle prossime ore il medico legale Sergio Scalise Pantuso e i consulenti di parte verificheranno le ferite riportate dal trans: quattro costole rotte, ematomi al volto e il naso spostato. Sul collo della vittima ci sono i segni della mano destra del 43enne brasiliano. Nell’esame autoptico sul corpo del 22enne è stato ipotizzato uno shock al nervo vago proprio per la stretta al collo. Da lì potrebbe essersi innescato l’arresto cardiaco. Ma si attendono ancora gli esami tossicologici e istologici.