Nuova Monteluce a rischio fallimento

Sono decine le imprese umbre che devono avere tre milioni di euro per i lavori fatti
Perugia

Perugia: si continua a parlare del quartiere di Monteluce. La III Commissione consiliare urbanistica ha discusso l’odg presentato da due consiglieri di opposizione su “Nuova Monteluce: stato dei lavori dell’ex Convento e impegni del Comune di Perugia per il rilancio del quartiere”.
Dopo aver ripercorso le tappe storiche della vicenda, gli istanti hanno riferito che il progetto di rilancio dell’intera area è ancora ben lontano dal realizzarsi pienamente; ciò penalizza soprattutto le attività commerciali che hanno investito nel progetto oggi in estrema difficoltà a causa del percorso tentennante del comparto. Oggi, in particolare, la realizzazione della zona non residenziale del progetto è ancora incompiuta; spicca soprattutto l’incertezza sull’annunciato spostamento a Monteluce del distretto sanitario, oggi ubicato in via XIV settembre, e sulla realizzazione della cosiddetta “casa della salute”, particolarmente attesa dai cittadini del quartiere.
Una storia che con il tempo si è aggrovigliata che rischia di finire con un fallimento.
Difficile da rimettere in ordine, complicata da dipanare. Eppure avrà conseguenze disastrose  con la possibilità concreta che le imprese che fanno parte del consorzio falliscano per aver anticipato i soldi necessari a realizzare l’opera senza ricevere più un euro.
Per il centrodestra  si è trattata di un’operazione sbagliata, per il centrosinistra la Regione è completamente assente. 
Fatto sta  che sono decine le imprese umbre che devono avere tre milioni di euro per i lavori fatti e che da quasi due anni non vedono un euro. L’assessore regionale Michele Fioroni ha detto che la giunta  di palazzo Donini sta lavorando  per ottenere una moratoria dei crediti, in attesa di vendere in blocco il complesso di Monteluce, per sanare la situazione con imprenditori e banca. L’obiettivo sarebbe quello di evitare una liquidazione coatta legata alla mancanza di liquidità.