Già raccolte migliaia di firme contro il nodino di Collestrada

La progettazione è stata già affidata da Anas ad una società di Gubbio
Perugia

Una petizione online per dire no al nodino di Collestrada. Migliaia di firme sono state già raccolte sulla piattaforma change.org dall’associazione “Colle della Strada” che un paio di settimane fa ha promosso l’iniziativa che sta raccogliendo consenso fra i residenti che fin dall'inizio hanno detto no al nodino di Perugia, chiedendo che invece vengano effettuate scelte che valorizzino il patrimonio ambientale e storico della città e che puntino sul rafforzamento di una mobilità integrativa alla sola viabilità automobilistica.
A bocciare il progetto oltre al coordinamento di cittadini, ci sono imprese e comitati di Collestrada, Torgiano, Ponte San Giovanni Giovanni, Balanzano, Sant’Andrea D’Agliano insieme a Italia Nostra, Legambiente, Wwf e Fiab Marsciano.

“Intendiamo accendere un faro su una questione che rischia di compromettere irreparabilmente l’ecosistema del territorio tra Perugia ed Assisi con la realizzazione di una bretella stradale di 7 km il cui tracciato sarà realizzato all’interno della zona SIC/ZSC di Collestrada – si legge nel testo della petizione – Il tracciato noto anche come Nodo di Perugia andrebbe a lasciare una cicatrice permanente sulla collina (sottoposta a vincolo paesaggistico), alterando in modo irrimediabile la zona dei Boschi a Farnetto SIC-ZSC IT5210077 con tratti in galleria collegati da tratti in viadotti sopraelevati”.

Gli stessi - che già si erano mobilitati nei primi anni del 2000 - definiscono l’opera “illogica ed inutile”, poiché “inadatta a risolvere le problematiche di traffico sulla rampa che da Ponte San Giovanni sale a Perugia come già dimostrarono - dicono - studi tecnici svolti dal professore Mariano Sartore della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia”.

Nel testo della petizione viene anche evidenziato come l’area boschiva interessata ospiti specie di raro e rilevante interesse floristico-vegetazionale come Brugo, Ginestra di Germania, Sorbo fiorentino, Camedrio siciliano e Farnetto che ha qui il suo limite settentrionale di distribuzione nel territorio italiano. La confinante campagna e i residui boschivi sono, inoltre – viene ancora sottolineato – in grado di offrire nicchie ecologiche diversificate a rapaci e predatori, sia diurni (poiana e gheppio) che notturni (civetta, gufo reale) oltre che a rappresentare uno dei più importanti corridoi migratori per gli uccelli che attraversano la penisola diretti in Africa (Airone Cinerino). Non a caso anche le associazioni ambientaliste si sono dette da subito contrarie all’idea da parte dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Enrico Melasecche, di riprendere la progettazione. A bocciare il progetto, erano stati un paio di settimane fa – attraverso una nota ufficiale – i comitati di Collestrada, Torgiano, Ponte San Giovanni, Balanzano, Sant’Andrea D’Agliano insieme a Italia Nostra, Legambiente, Wwwf e Fiab Marsciano. 

 

 

Risale sempre a un paio di settimane fa il via alla petizione online che sta avendo un buon consenso. “Riconoscendo la necessità di risolvere il problema del traffico viario ed al contempo di salvaguardare il patrimonio paesaggistico, naturalistico e storico del territorio – si legge ancora nel testo della raccolta di firme – si propone di valutare alternative dal punto di vista del tracciato stradale, dello sviluppo della rete di trasporto intermodale e della ricerca di sistemi innovativi di comunicazione meno impattanti su territorio, ambiente ed ecosistema”. La guerra al nodino di Perugia va avanti.