Concerto di Capodanno con la Filarmonica Puletti di Pontefelcino

Grandi emozioni alla sala dei Notari
Perugia

Col ruggito dei quattro corni (Bertolini, Ballabio, Silvioni e Guerra) ieri pomeriggio, capodanno, si è aperto l’ultimo numero del concerto che la Filarmonica Puletti di Pontefelcino, diretta da Franco Radicchia, ha offerto al pubblico cittadino. Al microfono la voce di Marta Alunni Pini che inanellava in maniera stupefacente gli jodler di Heidi, intramontabile colonna sonora del cartone animato che ha accompagnato l’adolescenza dei tanti che siedono nella sala dei Notari. E opportunamente qualcuno ha pensato anche di portare i nepotini per farli godere del viatico musicale con cui la città entra nel nuovo corso solare. Marta Alunni Pini, musicista provetta anche per la sua figura di eccellente direttore del coro dell’Università, ha mostrato anche questa incredibile capacità vocale di passare dai registri di petto e quelli di testa, ma aveva precedentemente cantato le musiche di “Ufo robot” e di “Lady Oscar”. Quello che Franco Radicchia aveva preparato per la festa sonora di inizio anno era un programma veramente godibile ed evidenziava uno scopo sottilmente educativo: ricordare a tutti quando i bambini di ieri, o l’altroieri, crescevano colla magia delle fiabe e forse, almeno per un po’, venivano persuasi a pensare che il mondo fosse dei giusti e degli onesti. Così ci ricordava Sandro Allegrini, il noto e amato “defensor civis” che ha presentato l’appuntamento con sobrietà ed eleganza.

Suddiviso in due parti il concerto proponeva una lunga carrellata sui motivi della musica da film, quelli delle fiabe nella seconda sezione, quelli del successo del grande schermo nella iniziale. E, per non perdere quel tradizionale spirito viennese che in un concerto di capodanno deve pur esserci ecco anche una inopinata Marcia Militare di Schubert che sembrava uscire, pimpante e squillante, dalle pagine di un romanzo di Roth.

Assemblata con le eccellenze dei musicisti a fiato del territorio, da ben sedici anni sotto la presidenza di Raul Bonaca, la Filarmonica Puletti ha voluto portare sul palco dei Notari anche i risultati della sua attiva scuola strumentale per giovanissimi. Un lavoro di educazione e di formazione alla musica che vanta ben centoventi giovani iscritti e che ha avuto il piacere, ieri, di sfoderare tra i leggi questi giovanissimi talenti, che erano tre dodicenni, un felcinese, un albanese e un rumeno, agili virgulti di speranze e di proiezioni anche multietniche.

Radicchia, un maestro che si alterna con rara capacità tra i cori e le bande, è un professionista in possesso di un mestiere sicuro e comunicativo e dirige con efficacia la sonora compagine. Ricorre anche alle voci delle cantanti, la citata Marta, ma anche la sensuale Tullia Maria Mancinelli per Sarah Dream, per “L’incorreggibile Lupin” e per il tenerissimo melodizzare de “I sogni son desideri”, intangibile memoria della Cenerentola di Walt Disney. Poi nel valzer di Lupin, anche la voce di Elisa Franceschelli e la fisarmonica di Umberto Ugoberti. Il lungo sipario dedicato a Morricone, anche lui ormai memoria di una generazione passata, era accentuato dall’oboe di Annalisa Tinti, per il tema di Gabriel, e dalla prodigiosa tromba di Mauro Basiglio per quegli squilli del Pugno di dollari che sono un intramontabile jingle di quell’Italia del benessere, lei sì, ormai all’occaso, che sognava di un improbabile west dove i killer si muovevano con l’eleganza dei paladini della Gerusalemme Liberata. Poi i tempi sono rapidamente scivolati nel trionfo dell’ingiustizia e della sopraffazione, ed ecco la musica di Zimmer per il medley dei Pirate dei Caraibi, musica compulsiva, già contagiata dallo spirito del rock. E’ in realtà una sontuosa suite strumentale che ieri ha trovato i fiati della Puletti più che pronti a lanciarsi in impasti timbrici squillanti e in vortici ritmici trascinanti.

Applausi da ovazione, ma rimane il problema del numero degli spettatori: non possono entrare tutti e se ogni strumentista si porta due parenti, è fatta. Si deve trovare una soluzione, un maxischermo in piazza o un biglietto d’ingresso. Così non può continuare, e si detto a ogni edizione.. Si creano tensioni e scontenti e non è certo questo lo spirito del capodanno.
   Stefano Ragni