Movida sfrenata in centro, vicoli scambiati per vespasiani

Le piazze cittadine diventano il punto di convergenza di migliaia di giovani nelle notti calde dopo il lockdown
Perugia

Resse e assembramenti nei centri storici dell’Umbria. Domenica mattina i residenti del centro storico di Perugia si sono trovati ancora una volta davanti una città sporca di immondizia e di escrementi: vicoli trasformati in latrine, le scale del duomo invase da immondizia, i muretti dei belvedere colmi di bottiglie di birra vuote e persino l’entrata del posto di Polizia di via Bartolo cosparsa di lattine.
E questo dopo una notte di tormenti e di baccano. Soprattutto non si è potuto riposare e dormire in via Mattioli e in piazza Michelotti, per gli schiamazzi.
Ai cittadini che protestano l’assessore alla sicurezza del Comune di Perugia Luca Merli risponde: “I controlli interforze funzionano, la scorsa notte avevamo una cinquantina di unità dispiegate nel nostro territorio. Per andare a bonificare i vicoli ci siamo anche avvalsi di otto agenti della polizia locale, tre in borghese e cinque in divisa, che hanno monitorato la situazione fino alle prime ore dell’alba. Tutto questo infatti è servito a evitare forti criticità, così come l’ordinanza anti alcol contiene il fenomeno dell’abuso ma certo non lo risolve alla radice. La concentrazione nei centri storici è inevitabile dopo un anno e mezzo di restrizioni i giovani si trovano a uscire ma non hanno alternative alle piazze: discoteche e sagre, consueti ritrovi estivi, oggi sono ancora chiuse ed è inevitabile che i giovani confluiscano nei centri principali delle città”. Merli prosegue: “Possiamo limitare l’accesso nei punti caldi, come abbiamo fatto chiudendo un’ora prima , alle 23, la ztl; possiamo potenziare i controlli ma non possiamo blindare un’area della città, gli stessi esercenti si rivolterebbero. Confidiamo nel contenimento che stiamo già riscontrando e nella normalizzazione del fenomeno”.