Restano due settimane per salvare il fondo Monteluce

I soci pubblici affidano il dossier a due legali
Perugia

Altri quindici giorni per salvare il fondo Monteluce. Lo riporta il , che riferisce inoltre: "L’assemblea del fondo è stata fissata per il 15 luglio. Il pool di esperti nominato dai soci quotisti del fondo, coordinato dall’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, si è incontrato venerdì. E’ stata fumata nera.
Si aggiornerà a martedì: il 30 giugno era l'ultimo giorno utile per trovare una soluzione alternativa alla liquidazione controllata del fondo. Che resta, al momento, l’ipotesi più probabile. Ora ci sono altre due settimane di tempo. Gli enti pubblici hanno messo in mano tutto agli avvocati: per l’Università era presente Daniele Porena, docente e legale, delegato del rettore, Maurizio Oliviero. Per Gepafin (Regione) l’avvocato Francesca Bagianti. L’obiettivo è creare una bardatura legale per evitare la revocatoria in caso di acquisto di uno o più immobili del fondo. E’ la missione impossibile che vuole il Comune di Perugia, onde scongiurare il fallimento annunciato. L’operazione a perdere che dal 2006 ha visto coinvolti Regione e Università che per valorizzare gli immobili dell’ex Policlinico si sono lanciate nella costituzione di un fondo comune di investimento chiuso. Operazione speculativa con beni pubblici. Le selezione è stata promossa dalla Regione Umbria e curata da Nomura Bank. Unico immobile collocato l’ex ospedale San Giovanni di Foligno. L’ex policlinico perugino è rimasto al palo. A parte l’insediamento - in ritardo - degli uffici del comune e di qualche attività commerciale. Il gestore, Bnp Paribas, ogni anno ha segnalato i problemi. Complice la crisi del 2008, con la svalutazione del mattone, c’è stato il tracollo. Il valore complessivo delle quote, 52.150.000 euro, si è azzerato. Ed è andato in negativo. “Al 30 giugno 2019 il valore complessivo netto del Fondo di classe A è negativo pari a euro -31.316.830; il valore unitario di ciascuna delle quote di classe A è pari ad Euro -149.841,29. Il valore complessivo netto del Fondo di classe B, così come il valore unitario di ciascuna delle quote di classe B, è nullo”, è scritto nella relazione dell’anno scorso. Poi c’è la perdita di esercizio: 3,1 milioni. In caso di liquidazioni sono da rifondere i creditori. Altri quattro milioni. La scappatoia c’è: col progetto ponte, senza il rischio revocatorie, si potrebbero vendere alcune porzioni degli immobili. A partire dalla casa della salute, ancora da completare, su cui è sfumata due anni fa l’opzione della Usl 1. Però serve un partner che metta soldi freschi. Quota minima: quattro milioni di euro. Quindici giorni sono pochi, davvero pochi".