Nuova Monteluce, problematiche e progetto di riqualificazione dell'area

Questi i temi proposti in due interrogazioni dai capigruppo di minoranza Bori (PD) e Fora (Patto civico per l’Umbria).
Perugia

I capigruppo di minoranza Tommaso Bori (PD) e Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria), in una nota congiunta, annunciano due interrogazioni con le quali chiedono di conoscere  le intenzioni della Giunta regionale circa la situazione del comparto urbanistico ex-Policlinico Monteluce di Perugia.

In particolare, Bori, chiede notizia dei “tempi di conclusione dei lavori della Casa della Salute che dovrà sorgere all’interno della Nuova Monteluce”, nonché delle “azioni adottate per sbloccare la ripartenza dei lavori ormai fermi da tempo che stanno causando il ritardo del trasferimento dei servizi, degli uffici e degli ambulatori dal Centro Salute della palazzina di via XIV Settembre, non più idonea ad ospitare servizi pubblici e che necessita di lavori urgenti.”

Bori (PD) ritiene “inaccettabili” i ritardi accumulati sono ormai inaccettabili e sottolinea  che Monteluce “deve tornare ad essere uno dei quartieri più vivi della città offrendo servizi socio-sanitari diffusi e qualificati, allo scopo di rivitalizzare complessivamente una zona strategica di Perugia che si è sviluppata intorno al vecchio Ospedale, preservando nel contempo la sua vocazione residenziale e universitaria”.

Anche Fora (Patto civico per l’Umbria) intende conoscere “quali azioni straordinarie ed immediate si intendano a assumere per consentire che, nel più breve tempo possibile, siano saldate dal Fondo di proprietà della Nuova Monteluce, le trenta imprese (tra affidatari diretti e indiretti delle opere e fornitori) che hanno effettuato i lavori nel cantiere e che, da mesi, non ricevono alcun compenso, mettendo così a rischio oltre 200 posti di lavoro. ”

“Ritengo fondamentale - conclude Fora - che i cittadini di Perugia e dell’Umbria possano conoscere qual è il disegno strategico della Regione per il rilancio del progetto complessivo della ‘Nuova Monteluce’ considerando che fin dall’inizio era chiaro che l’operazione poteva essere sostenibile a patto che in gran parte di quegli immobili vi fossero allocati anche attività e servizi di interesse pubblico.”