Tribunale dei minori: più violenze da padri migranti

Cutrona sentito dalla commissione bicamerale sull’infanzia
Perugia

«Statisticamente le tipologie di violenza esercitate contro minori, segnalati al tribunale per i minorenni dell’Umbria, sono soprattutto quelle di cosiddetta “violenza assistita”, nelle quali il minore si trova costretto ad assistere a vari episodi di violenza fisica contro un genitore, generalmente contro la propria madre». L’ha detto il presidente del Tribunale dei minorenni dell’Umbria Sergio Cutrona nell’audizione tenutasi davanti alla commissione bicamerale sull’Infanzia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle violenze tra i minori e contro di loro, aggiungendo che le violenze esercitate contro i minori generalmente si protraggono «finché la madre non trova il coraggio di chiamare le forze dell’ordine, che la conducono, insieme ai figli, in un centro antiviolenza».
Secondo il presidente Cutrona «siamo di fronte ad un fenomeno molto cresciuto negli ultimi anni, soprattutto per effetto dell’immigrazione di uomini provenienti da altre culture, nelle quali non c’è un adeguato rispetto della donna. Si tratta infatti, nella maggior parte di coppie extracomunitarie».
Il presidente del Tribunale dei minorenni dell’Umbria ha poi sottolineato come «queste donne sono, peraltro, generalmente sprovviste di una rete familiare che consenta loro di allontanarsi con facilità dal compagno violento sicché sono portate a resistere nella convivenza, fino a che la loro condizione di vita non divenga del tutto insostenibile».
    Il senatore della Lega Simone Pillon, vicepresidente della commissione parlamentare Infanzia e adolescenza dopo l’audizione del presidente del Tribunale dei minorenni dell’Umbria Sergio Cutrona, davanti alla commissione bicamerale, si è espresso in questo modo: «Grazie al presidente Cutrona che ha accolto l’invito della commissione, presentando un quadro completo e autorevole dei vari fenomeni di violenza minorile, con particolare riferimento al pericolo di culture extracomunitarie che non riconoscono la piena dignità dei bambini e della donna nella famiglia. Prezioso è stato anche il suo riferimento ai gravi pericoli della prostituzione minorile e della pedo-pornografia on line, fenomeni che dovremmo tutti combattere con la più assoluta fermezza, senza le gravi omissioni che la maggioranza ha deciso la scorsa settimana in tema di mancata intercettazione telematica dei pedofili».