Perugia In, i migranti diventano volontari

Un progetto che permetterà ai richiedenti asilo di svolgere lavori di pubblica utilità
Perugia

Presso la Sala Rossa di Palazzo dei Priori si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “PERUGIA IN”.

L’avvio del progetto arriva a pochissimi giorni dall’approvazione definitiva del Decreto Minniti, che contiene "disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale".

All’interno della norma, tra le altre disposizioni, viene stabilito che i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza o nel circuito della rete Sprar siano iscritti all'anagrafe della popolazione residente; e possano svolgere volontariamente, a titolo gratuito, attività di utilità sociale a favore della collettività locale nel quadro delle normative vigenti.

Le disposizioni non si applicano ai minori stranieri non accompagnati, per i quali è stata approvata di recente in via definitiva dalla Camera la normativa che introduce in linea generale il principio di specificità delle strutture di accoglienza riservate ai minorenni.

Dal punto di vista locale, già con Delibera di Giunta n.130 del 13.05.2015 l’Amministrazione aveva approvato la sottoscrizione di un protocollo di collaborazione con le società cooperative che si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo, per l’attivazione di un progetto finalizzato alla promozione di percorsi di autonomia e di integrazione delle persone accolte nello SPRAR mediante la realizzazione dei servizi volti alla manutenzione e pulizia di piccoli spazi verdi.

Oggi tutto questo converge nel progetto “Perugia In” che vedrà la partecipazione delle associazioni Cooperativa Sociale Perusia, Cidis Onlus, Arcisolidarietà e Caritas, che a Perugia si occupano di gestire l’accoglienza dei migranti che saranno appunto impegnati volontariamente in lavori di pubblica utilità.

“Oggi è un momento particolare – ha detto l’assessore Edi Cicchi aprendo l’incontro – Insieme alla collega Casaioli ed alle Associazioni abbiamo ragionato su come si potesse operare per realizzare una maggiore inclusione; per questo abbiamo deciso di costruire un progetto che, partendo dal desiderio dei migranti di contribuire a migliorare la città, ci consentisse di coinvolgerli direttamente. Ci siamo seduti intorno ad un tavolo e ne è venuto fuori un progetto virtuoso che stabilisce tempi e modi attraverso cui i migranti potranno essere impiegati per aumentare il decoro della città”.

Perugia – sostiene Cicchi – è una città bella che può diventare ancora più bella tramite il progetto “Perugia In”. “In” significa appunto bella, ma significa anche in-clusione, in-contro ed impegno.

L’esigenza e la volontà sono di partire prima possibile per dare un impulso ulteriore alla linea programmatica tesa a favorire un innalzamento del livello del decoro urbano: per farlo si creeranno delle squadre di persone (riconoscibili tramite casacche gialle catarifrangenti) che si occuperanno della città suddivisa in sei “macro-aree”.

Secondo il pensiero dell’assessore per rendere più bella Perugia serve l’impegno di tutti, perché la città è di tutti, di chi ci è nato, ma anche di chi qui viene ospitato.

Insomma “Perugia in” è un progetto positivo ed utile che, strada facendo, potrà ulteriormente svilupparsi coinvolgendo altre associazioni per essere sempre più forti.

L’assessore Cristiana Casaioli ha confermato che il progetto nasce da uno scambio di idee: “tutti noi consideriamo Perugia come casa nostra: pertanto, guardando il centro storico e gli altri quartieri, ci siamo accorti che basta poco per migliorarli senza bisogno delle grandi opere. Per questo, come ognuno di noi si prende cura della propria abitazione, abbiamo pensato di coinvolgere i migranti programmando interventi di manutenzione che consentiranno di aumentare il decoro di Perugia soprattutto nelle aree verdi”.