I medici di famiglia in prima linea contro il Covid

In una nota ribadiscono il loro impegno e si rifiutano di sottostare a ricatti e ultimatum di sorta
Perugia

La Federazione italiana medici di Famiglia ha redatto una lettera che ieri il sindacato dei medici di base ha voluto rendere nota alla stampa, oltre che inviarela allo stato maggiore della Sanità e alla Regione Umbria.
Il contenuto della missiva fa riferimento alla riunione online che si è tenuta venerdì tra il commissario all’emergenza Covid19, Massimo D’Angelo e i coordinatori delle Aft, aggregazioni funzionali territoriali dei medici, in cui è stato ribadito il fatto che I medici non gradiscono “ultimatum” da parte del commissario a somministrare tutte le 25mila dosi di AstraZeneca di cui sono in possesso entro la giornata di domenica.
I medici hanno rivendicato che, oltre ai vaccini hanno ancora da portare avanti pure tutta un'ingente mole di lavoro legata all'emergenza Covid.
Ricordano a proposito che loro stanno continuando a fare le dosi agli over 80 non deambulanti a domicilio e fanno anche i tamponi. “La Fimmg ricorda a tutti - sta scritto nella nota- che il medico di famiglia sta portando sulle proprie spalle il peso di tutto il quotidiano, che evidentemente non è solo Covid, ma è fatto di anziani fragili, di malattie croniche, in particolare. Spesso da solo e senza l’ aiuto di personale infermieristico e di segreteria, ripetutamente richiesto a tutti i livelli e che appare, oggi più che mai, necessario e irrinunciabile. Non riconoscere le problematiche di una campagna vaccinale di massa da perseguire in tempi brevi e ristretti, ci pare non solo ingeneroso, ma soprattutto controproducente, in particolare non tenere nel debito conto le oggettive difficoltà della vaccinazione con AstraZeneca: il medico di famiglia in queste ore si trova sotto una pressione che sta diventando insostenibile, dovendo rispondere a tutti i dubbi e le paure e dovendo fare ricorso ad ogni possibile tecnica persuasiva e di rassicurazione nei confronti della maggior parte della popolazione chiamata a vaccinarsi con AstraZeneca. E tutto questo si traduce in richiesta di visite, di consulenze telefoniche (voce e messaggi), di mail, che nei fatti ostacolano e soprattutto ritardano il perseguimento dell’ obiettivo comune". "La Fimmg - conclude la nota - si impegna a dare il massimo contributo ad una efficace ed efficiente campagna di vaccinazione di massa, e lo farà per senso civico”.