Sanitopoli, stralciata la posizione della ex presidente Marini

Per difetto di notifica, legato all’indirizzo di domicilio
Perugia

L'ex presidente della Regione, Catiuscia Marini, accusata di aver passato le prove del concorso ad una candidata si è sfilata dalla maxi-udienza preliminare di Concorsopoli.
Colpa di un indirizzo sbagliato, in quanto la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini all’ex Governatrice Catiuscia Marini è arrivato al domicilio legale (l’avvocato Nicola Pepe), invece che a casa. Per questo motivo il giudice, Angela Avila, ha stralciato la posizione e rimesso gli atti in procura. Dove già oggi - lunedì al massimo - l’atto verrà rinotificato e i pm potrebbero chiedere la riunione con la maxi-udienza in corso.
Come si ricorderà quell’imputazione le costò le dimissioni, oltre al procedimento penale e una serie di strascichi umani e politici che sicuramente influirono anche sui risultati elettorali che poi portarono il centrodestra a governare l'istituzione.
Ieri la Marini non c’era. Non c’era l’ex sottosegretario Gianpiero Bocci e nemmeno l’ex assessore Luca Baberini. Assenti anche i manager della sanità. In sostanza nessun imputato ha ritenuto opportuno di essere presente in aula.
La prima udienza celebrata al centro Congressi del Capitini di Perugia si è risolta in meno di due ore, con la definizione di un calendario fitto di date per il prosieguo del processo ai vecchi vertici di Regione e Sanità umbre coinvolte nella maxi inchiesta sui concorsi truccati all'ospedale di Perugia. 
Sono sei gli enti pubblici che si sono costituiti parte civile e chiedono i danni di immagine e patrimoniali a tutti e 39 gli imputati, senza alcuna distinzione tra politici, ex dipendenti o gregari. Con loro si schierano anche CittadinanzaAttiva e l’Unione consumatori.