Una manovra da 860 milioni nel triennio 2022-2024 per il rilancio dell’Umbria

Nel Documento economico e finanziario della Regione si parla di un nuovo modello di sanità umbra che prenderà il via con l’imminente Piano socio sanitario regionale
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Perugia

Una manovra da 860 milioni nel triennio 2022-2024 per il rilancio dell’Umbria, cui vanno ad aggiungersi le risorse della legge di stabilità non ancora definite dal governo nazionale e quelle del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, in parte già arrivate e utilizzate. E’ quanto si evince dal Documento economico e finanziario preadottato dalla Regione (Defr) che si pone l’obiettivo prioritario di agire su un consistente aumento della produttività per creare lavoro destinando particolare attenzione al potenziamento dell’apparato manifatturiero, ma anche sostenere i redditi e combattere la povertà attraverso misure mirate e la creazione di zone economiche speciali. 
Come riporta oggi il , nel Defr si evidenzia l’importanza di continuare a lavorare sul potenziamento della rete infrastrutturale del territorio e sui collegamenti aerei e ferroviari. Tra le ipotesi quella di un secondo Frecciarossa da Perugia e, per quanto riguarda l’aeroporto di Sant’Egidio, ulteriori rotte nazionali ed europee. Già nel 2022 si parla di due hub internazionali del calibro di Londra Heatrow e Monaco di Baviera. Nel contempo, viene annunciato, si proseguirà nella necessaria riforma del sistema di trasporto pubblico locale e nel tentativo di far realizzare la nuova stazione ferroviaria (ma multimodale) di Perugia Collestrada. Una crescita infrastrutturale indispensabile anche per dare risposte concrete all’ottimo andamento del settore turistico che, nei progetti, dovrà diventare una vera e propria industria regionale. Tra le altre priorità, la crescita digitale rappresentata dal completamento della banda ultralarga, la sostenibilità ambientale e, di pari passo, la valorizzazione del settore agricolo anche attraverso un brand Umbria. 
Nel Documento economico e finanziario della Regione si parla di un nuovo modello di sanità umbra che prenderà il via con l’imminente Piano socio sanitario regionale. Tra gli obiettivi: recuperare l’ereditato squilibrio strutturale costi-ricavi di tutte le strutture ospedaliere, riportare in equilibrio la spesa farmaceutica ereditata fuori controllo, recuperare attrattività almeno nelle regioni limitrofe riportando verso il pareggio il saldo mobilità attiva/passiva. Rafforzata anche l’attenzione al sociale.

 Il raggiungimento degli obiettivi strategici dipenderà dalla manovra di bilancio per il prossimo triennio che verrà delineata dopo che il governo nazionale avrà approvato la legge di stabilità e saranno quindi chiari i contorni delle agibilità finanziarie per la Regione. Al momento, per il 2022, oltre alle risorse che arriveranno dalla Legge di stabilità, si individuano 98 milioni provenienti dalla programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, 60 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020, risorse relative al settennio di programmazione comunitaria 2021-2027 per complessivi 813 milioni (più di quattrocento fino al 2024), 286 milioni del Psr Umbria per il 2021 e 2022. Per il triennio 2022-2024, dunque, si parla di una base di partenza di 680 milioni. A questi soldi vanno aggiunte le risorse previste dal Pnrr, alcune delle quali già arrivate.
E’ prevista per oggi la prima riunione di concertazione nell’ambito della quale il Defr sarà illustrato dalla presidente, Donatella Tesei, alle parti sociali e alle associazioni di categoria che poi avranno una settimana di tempo per presentare eventuali valutazioni. Il 3 novembre l’atto sarà deliberato in giunta e poi passerà in consiglio regionale per l’approvazione prima di diventare legge.

 

 

 

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