Protesta dei genitori degli studenti del liceo musicale Mariotti

“Rivendichiamo il diritto dei nostri figli alle lezioni di strumenti musicali in presenza”
Perugia

Un fiume di firme, anzi quattro fiumi di firme, uno per ciascuna delle 4 classi della sezione musicale del liceo “A. Mariotti” che hanno deciso di mettere nero su bianco la propria delusione e la propria rabbia. Perché nel momento in cui in tutte le scuole secondarie d’Italia in zona gialla inizia un periodo di pseudo-normalità (con la ripresa delle lezioni in presenza al 70%) agli studenti e alle studentesse della sezione musicale de Liceo “A.Mariotti” di Perugia viene comunicato dalla dirigenza che le lezioni di strumento individuale continueranno a svolgersi esclusivamente a distanza.

“Abbiamo iscritto i nostri figli al Liceo Musicale Mariotti perché potessero assecondare le proprie passioni e coltivare il proprio talento - riferisce Antonella Valoroso, docente impegnata da mesi con i comitati di Priorità alla Scuola, nonché una dei 116 genitori firmatari della lettera di protesta inviata questa mattina all’Ufficio Scolastico Regionale - e ci rendiamo perfettamente conto che l’anno che sta per concludersi è stato un anno difficilissimo per tutti i docenti e i dirigenti, ma i nostri figli hanno pagato un prezzo davvero troppo alto. Negli altri Licei Musicali dell’Umbria, per non parlare delle altre regioni d’Italia, le lezioni individuali di strumento non si sono mai interrotte perché il diritto allo studio dei ragazzi è stato tutelato. I nostri figli, invece, sono stati penalizzati pesantemente: le lezioni individuali di strumento in presenza si sono interrotte a metà ottobre, quando i ragazzi del primo anno non avevano neanche iniziato il secondo strumento. Eppure le circolari ministeriali erano state chiare: nei licei musicali e coreutici per le discipline di indirizzo, la danza e la musica, dovevano essere garantite le lezioni in presenza”.

I genitori riferiscono di aver manifestato in più occasioni il disagio dei propri figli alla dirigente scolastica prof.ssa Giuseppina Boccuto senza tuttavia ottenere alcun risultato.

“Dopo sei mesi di lezioni online -continua Valoroso- la speranza di tutti e tutte era che almeno in questa ultima parte dell’anno scolastico si potesse tornare (in molti casi iniziare) a suonare davvero ma l’ultima circolare della dirigente è stata categorica: “Si ribadisce che le lezioni pomeridiane di Strumento si svolgeranno tutte a distanza”. E allora, complice forse l’atmosfera del 25 aprile mi sono resa conto che il tempo del silenzio e della pazienza era finito. L’idea di una protesta formale ha iniziato a rimbalzare in tutte le chat dei genitori e il risultato è stata una valanga di adesioni. Abbiamo quindi deciso di rivolgere la nostra protesta e le nostre richieste direttamente alla dott.ssa Antonella Iunti, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, alla quale abbiamo chiesto di intervenire personalmente perché ai nostri figli possa essere garantito non solo il diritto allo studio ma anche il diritto di coltivare i propri talenti e le proprie passioni all’interno della scuola pubblica italiana”.

(in la lettera inviata alla dott.ssa Iunti)
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