Liceo Alessi, in 100 dicono no al ritorno della preside

Il 13 giugno la professoressa Paladino dovrebbe tornare alla guida dell'istituto scolastico
Perugia

Al liceo “Alessi” di Perugia in cento, tra docenti e personale Ata, dicono no al ritorno alla guida della scuola della professoressa Laura Carmen Paladino. La lettera con le tante firme è stata inviata dal corpo docenti alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria Antonella Iunti, visto che il periodo di reggenza del dirigente scolastico Silvio Improta è vicino al termine; scadenza prevista per il 13 giugno.
Dopo quella data dovrebbe essere la professoressa Paladino a tornare alla guida del liceo Alessi.
Eventualità che evidentemente non è gradita a gran parte del personale che lavora nella scuola e che si augura pertanto di poter proseguire sotto la guida dell’attuale reggente.
La preside è assente dal liceo da circa tre mesi e, come si legge nella missiva, “la professoressa Paladino ha sostanzialmente interrotto qualsiasi rapporto di comunicazione con il Liceo Alessi, ignorando l’invito di codesto Ufficio scolastico a prendersi carico del problema dell’organizzazione della ‘didattica a distanza’ resasi necessaria per l’emergenza Covid-19”.
A causa del mancato intervento della preside nel periodo in cui l’emergenza era appena scoppiata e in seguito all’interessamento del sindaco di Perugia, l’Ufficio scolastico si era visto costretto ad affidare la reggenza dell’istituto al Dirigente scolastico Improta.
Da allora, sostengono i firmatari del documento, la situazione è migliorata sensibilmente, tanto da scrivere: “Il Dirigente Improta, con grande senso di responsabilità, ha accettato di assumere il difficile incarico di reggenza e, dopo aver riscosso la fiducia e recuperato la disponibilità alla cooperazione da parte del personale docente e non docente, ha in gran parte ripristinato, in meno di tre mesi, l’efficienza amministrativa ed organizzativa della nostra scuola, superando gli ostacoli determinati, oltre che dalla generale situazione di emergenza epidemiologica, dalla discontinuità del suo incarico causata dalla prassi, finora sistematicamente adottata dalla prof.ssa Paladino, di non comunicare in tempi burocraticamente utili, alla scadenza di ogni congedo, le proprie intenzioni per il periodo successivo”.