Paola Fioroni: «L’obiettivo è far ripartire lo sviluppo economico»

Intervista alla vicepresidente dell’Assemblea legislativa regionale
Perugia

Eletta in Consiglio regionale umbro con 4.776 voti, nominata vicepresidente dell’Assemblea legislativa e membro di 3 commissioni consiliari, Paola Fioroni, forte di significative esperienze nell’ambito dell’impresa e del sociale, insignita del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica, esprime alcune osservazioni all’inizio dell’attuale impegno politico.
Quali sono le sue prime impressioni nel ruolo di vicepresidente dell’Assemblea legislativa regionale?
«Ci siamo insediati soltanto pochi mesi fa ed è subito iniziato un percorso ad ostacoli, trovandoci di fronte a una serie di emergenze da gestire immediatamente e scadenze inderogabili. Quando inizia una legislatura a fine anno, ci si trova ovviamente, di fronte a situazioni di immediata urgenza per adempiere alle normative che regolano il funzionamento di questa Amministrazione e iniziare a dare subito risposte al territorio. Noi sentiamo fortemente la responsabilità politica che ci è stata accordata dall’elettorato, grazie al risultato delle elezioni del 27 ottobre, soprattutto avendo ereditato una regione con grandi difficoltà dal punto di vista sociale ed economico, ma soprattutto con una grande distanza percepita dai cittadini tra politica e vita quotidiana. Abbiamo iniziato fin da subito, anche come Assemblea legislativa, a lavorare su temi importanti quali le case popolari, la disabilità, cercando sempre di orientarci, in maniera concorde con la Giunta, verso una strategia capace di dare proposte concrete ed efficaci al nostro territorio. Di fatto, dal momento stesso in cui si risponde alle emergenze, bisogna iniziare anche a porre le basi di quello che sarà il futuro. Ciò che forse è mancato veramente a questa regione è una “visione”, la capacità cioè di spaziare oltre il contingente; soltanto con la capacità di saper interpretare i trend del proprio territorio e conoscerne i reali bisogni, si è in grado di mettere in atto politiche preventive, ovvero le più efficaci, soprattutto in tema di risparmio, in un momento di particolare contingentamento delle risorse».
 Le precedenti Amministrazioni puntavano moltissimo sul proclama di “essere per la gente”, “essere per il territorio”, “spendersi per il sociale”. A suo avviso, in quale misura i fatti hanno seguito le dichiarazioni?
«Credo che proprio il principio di “solidarietà” tanto sbandierato dalle forze che ora si trovano all’opposizione, sia stato utilizzato in maniera impropria dalle stesse, poiché la solidarietà non è un valore che attiene a una forza politica, ma un principio che è alla base di un tessuto sociale e della coesione dello stesso. Credo che la grande vittoria, non solo della coalizione, ma soprattutto della Lega, venga proprio da questo: la gente ha capito qual è la nostra capacità di stare sul territorio, di ascoltare le esigenze reali delle persone e di poter insieme, non soltanto individuare i problemi, ma trovarne le soluzioni. Questa è la grande forza che ci contraddistingue, che fa la differenza. Matteo Salvini su questo punto si è dimostrato pienamente coerente con i principi e i valori sostenuti: vivere la quotidianità delle persone piuttosto che perseguire quegli impropri personalismi lesivi del concetto stesso di politica. Non appaia scontato ripetere che una politica è buona se in grado di fare buone scelte, ovvero scelte che ricadono positivamente sulla vita di ciascuno di noi».
 Nei ruoli attuali di vicepresidente e membro di varie commissioni, come pensa di poter utilizzare efficacemente le sue precedenti esperienze di lavoro svolte nel mondo dell’impresa e nel sociale?
«Con la massima modestia, ma con piena consapevolezza, credo di poter offrire un contributo valido. La provenienza imprenditoriale, mi permette di poter valutare sufficientemente le difficoltà dello sviluppo economico di questo territorio e i quindici anni di esperienza nel sociale mi hanno fatto conoscere le difficoltà del tessuto sociale nazionale e di quello regionale, in particolare. Il mio obbiettivo reale è di poter portare un contributo laddove ci siano le esigenze più immediate delle persone».
 Che al momento da cosa sono rappresentate?
«La nostra regione vive, in maniera amplificate, le numerose difficoltà presenti in tutto il Paese, se non addirittura in tutta l’Europa e nel Mondo intero. Veniamo da una crisi economica importante, viviamo un tessuto imprenditoriale fatto soprattutto di piccole e medie imprese, di un’economia agricola ancora rilevante, ma soprattutto di un importante comparto turistico. Le difficoltà che viviamo sono dovute a una serie di poche certezze e di un grande vulnus determinatosi non soltanto per la crisi generalizzata, ma anche dal non essere riusciti a tenere assieme questo tessuto economico imprenditoriale lasciando che ognuno viaggiasse in maniera autonoma; da qui tutti gli ammanchi derivanti dall’incapacità di lavorare in sinergia, a produrre innovazione. Noi abbiamo grandi risorse a livello territoriale; in 92 comuni umbri, molti dei quali piccoli borghi di grande pregio paesaggistico, centri storici poco valorizzati e qualificati, esiste un’offerta enogastronomica pregiatissima che forse doveva essere promossa in maniera diversa. L’Umbria è maggiormente conosciuta per il suo isolamento territoriale, per le sue carenze infrastrutturali che per tutti quei tesori che realmente possiede, fino ad oggi gestiti in maniera frammentaria. Quindi, prima di tutto la valorizzazione del territorio e la creazione di un brand Umbria riconoscibile in tutto il mondo. Questo è naturalmente legato a un miglioramento delle vie di comunicazione, altro importante vulnus, dal momento che a livello di bilancio l’ambito dei trasporti è in particolare sofferenza. Ma oltre la dimensione economica, occorre dare una risposta immediata a quella sociale; entrambe sono strettamente connesse, poichè è ovvio che mancando autonomia reddituale, viene a mancare quel sistema di risorse e relazioni che permette di interfacciarsi dignitosamente con tutte le altre realtà. Ecco qui emerge il ruolo della famiglia come rete primaria e ammortizzatore sociale importante; soffriamo un tasso di denatalità tra i più alti del Paese, come anche di emigrazione giovanile. Sono queste problematiche che richiedono un livello multidimensionale di attenzione e successivo studio delle soluzioni».
Ampliando il campo delle valutazioni, in quale misura la situazione che soffriamo è determinata dalle politiche economiche europee? Su temi di tale portata, è possibile attivare un’interlocuzione livello regionale?
«Nei primi vagiti di questo nuovo governo territoriale già vediamo qualcosa in proposito in merito al Decreto Sisma. E’opportuno ricordare che il problema della ricostruzione merita primaria attenzione, perché riguarda soprattutto persone; non solo ricostruzione di edifici ma soprattutto ricostruzione di comunità. Sono state considerate le reali esigenze del territorio e già la Governatrice ha avuto modo di interloquire con il Governo in questo senso. La Regione, se veramente avrà una visione e una strategia, potrà a incidere su una serie di aggiustamenti che il Governo nazionale sarà in grado di attuare. Ricordo che anche in ambito di emergenza Coronavirus, sempre la Governatrice ha saputo esprimere numerose indicazioni, tutte prese in considerazione Dal Governo. In merito all’Europa, noi viviamo un peccato originale dei governi passati, che ha determinato un ingresso dell’Italia disastroso e la nostra economia ne ha sofferto fin dal primo momento. L’ingresso nel sistema che ci ha lasciati soli nella gestione delle situazioni più critica – l’immigrazione, una per tutte. L’Europa ha molto preso e poco dato; è stata assolutamente assente nella gestione dell’immigrazione e in ultimo, in quella del Coronavirus. Occorre quindi battere i pugni, ricordandoci e ricordando che il nostro è un Paese che per cultura, identità, capacità imprenditoriale, nulla ha da invidiare agli altri Paesi europei».
In conclusione, quale pensa possano essere i temi sui quali si potrà rilevare in tempi ragionevoli, l’efficacia di azione del Governo Regionale?
«Una sfida importante, della quale vedremo gli esiti in questi giorni, riguarda l’approvazione del bilancio di previsione della Regione, che è andata in esercizio provvisorio e non per responsabilità nostra, come vogliono far credere le forze di minoranza. Questa sarà una delle prime sfide reali, perché il bilancio prevede una programmazione completa c’è, ad esempio, il tema dei fondi europei e l’Umbria rientra tra le regioni che saranno maggiormente beneficate, appunto per la sua situazione di manifesta criticità. Riuscire ad orientare i fondi nelle direzioni più efficaci per rispondere alle richieste del territorio – in primis verso lo sviluppo economico - è il nostro stringente impegno attuale. Stabilizzata questa emergenza, si sarà realizzata la base per dare vita slancio a tutti gli altri interventi».
    Marco Nicoletti