Crescono i reati in Umbria

Più furti in casa e truffe informatiche
Perugia

Cambia il volto della criminalità in Italia. Il ladro “vecchio stampo” lascia il posto al truffatore di nuova generazione. E mentre si conferma la contrazione di omicidi, furti e rapine, crescono in parallelo i reati a sfondo sessuale, i fenomeni di spaccio e gli incendi sul territorio.

A dirlo sono i dati elaborati dal Sole 24 Ore e forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, che fotografano unicamente i delitti “emersi” all’attenzione delle forze di Polizia. Restano nell’ombra i fenomeni di microcriminalità, anch’essi diffusi sul territorio, ma che per diversi motivi sfuggono al controllo delle autorità oppure la cui comunicazione da parte delle vittime non è affatto scontata.
Anche in Umbria aumenta complessivamente il numero di reati.
“L’indice di criminalità 2018” fotografa le segnalazioni di delitti per provincia dove si è compiuto l’illecito e fa salire Perugia di 11 posizioni, mentre quella di Terni cresce di 12.

Con 23.693 denunce, cioè 3.601 ogni 100 mila abitanti, Perugia si piazza al 38esimo posto tra le province italiane. Una crescita netta rispetto ai 22.869 reati denunciati l’anno precedente pari a 3.461 ogni 100 mila abitanti (+3,6 per cento) che valevano la 49esima posizione.

Nessun omicidio volontario o infanticidio nel 2017 mentre i tentati omicidi sono stati 1,37 ogni 100 mila abitanti, esattamente come nel 2016.
Crescono, invece, i furti soprattutto quelli in abitazione che passano da 361,29 ogni 100 mila abitanti a 417,01. In aumento anche quelli con strappo da 18,62 a 20,07.

In aumento anche i furti ai danni di negozi, da 137,89 a 146,86.
Calano, al contrario, quelli “con destrezza” da 198,88 a 184,41 in cui comunque il capoluogo umbro è al 30esimo posto; e anche quelli di auto da 43,29 a 40,59.
Altissimo è il numero di truffe e frodi informatiche con la crescita da 233,09 a 301,92 ogni 100 mila abitanti che valgono il 21esimo posto in Italia.
Preoccupante, ma in calo, anche il numero di estorsioni con 14,75 (erano 20,43) che pongono Perugia al 35esimo posto tra le province e ancora peggio l’usura dove il capoluogo umbro è 30esimo con 0,61 rispetto a 0,30 dell’anno prima.
Le rapine e l’associazione a delinquere diminuiscono piazzando Perugia al 56esimo posto rispettivamente con 25,69 (erano 30,12 nel 2016) e 0,61 (da 0,76) reati ogni 100 mila abitanti. Infine il riciclaggio cresce passando da 0,15 a 1,06 all’83esimo posto tra le province.

Anche Terni cresce complessivamente del 2,69 per cento piazzandosi al 52esimo posto contro il 64esimo dello scorso rapporto. I reati denunciati in totale sono stati 7.403 cioè 3.263 ogni 100 mila abitanti (nel 2016 erano stati 7.209, 3.158 ogni 100 mila abitanti).

Nella città dell'acciaio se gli omicidi sono rimasti invariati, crescono i tentati omicidi (1,32 contro 0,44 ogni 100 mila abitanti). In aumento quasi tutti i tipi di furti: con strappo da 9,64 a 14,99 ogni 100 mila abitanti, ‘con destrezza’ da 90,26 a 121,66, in abitazione da 304,53 a 372,93, in esercizi commerciali da 107,79 a 110,64. In calo solo quelli di auto da 40,75 a 32,62. Lieve calo per le rapine da 15,34 a 14,99 e anche per le estorsioni da 15,34 a 11,46.
Crescono in maniera preoccupante le frodi informatiche da 212,52 a 286,97 che fanno piazzare Terni al 33esimo posto in Italia. Nessuna denuncia per associazione a delinquere, usura, riciclaggio e associazione di tipo mafioso, reati che avevano destato forte preoccupazione nel 2016 con alcune eclatanti operazioni di polizia.

 

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