Infrastrutture – La Regione non sceglie e le cose non si fanno

Domina il Governo dei campanili - Ma il Sindaco di Perugia non ha niente da dire sulla Orte - Falconara?
Perugia

Di Ciuenlai - C'è da sperare che il progetto di Maxi Regione arrivi alla svelta. L'Umbria continua infatti ad essere dominata da particolarismi, campanilismi ed egoismi territoriali che ne impediscono una visione generale ed una scelta oculata delle priorità.

Una corsa al degrado che i governanti, di qualsiasi orientamento, non si sono sognati di cambiare negli ultimi 15 anni, mettendo così in luce l'inadeguatezza delle ultime classi dirigenti. Il risultato è, per esempio, che la piccola Umbria non ha una linea precisa in materia di infrastrutture. Le sostiene tutte; dalla Due Mari, alla Perugia - Ancona, Dalla ss 77, al progetto E/45 autostrada, alla Civitavecchia Terni .

Le sostiene tutte, ma se si fa eccezione dei lavori sulla più inutile di tutte (la statale 77 Val di Chienti), non se ne fa nessuna. Stessa cosa per le ferrovie e in particolare sulla questione del raddoppio della linea ferroviaria Orte Falconara e della stazione dell'alta velocità al confine con la Toscana. La Regione non sceglie, non ha il coraggio e secondo me nemmeno la forza, di dire “questa è la priorità per l'Umbria”.

Così di fronte ad una proposta ragionevole come quella della variante al progetto di raddoppio Orte Falconara via Perugia, non ci si pronuncia e si da il via allo spettacolo della guerra tra i territori che lascia le cose come sono , certificando come definitivo il nostro isolamento. Eppure decidere sarebbe facile. La variante ha un bacino di utenza di 400 mila persone contro l'attuale tracciato che ne ha 70 mila. La variante permette il collegamento veloce del capoluogo verso sud e verso nord , dell' areoporto di Sant'Egidio e, se volete, anche del centro fiere di Bastia, per non parlare di luoghi principe del turismo come Assisi e Gubbio. Se si passa invece per l'attuale tracciato , si va per campi e per mulattiere. Ci vorrebbe poco a dire ai ringhiosi sindaci della Valle umbra sud “Sosterremo la variante perchè conviene all'Umbria”. Invece no, perchè “Foligno perderebbe la sua centralità ferroviaria” (e un chi se frega non ce lo mette nessuno).

Ma oltre alla scarsa propensione ad un'azione di Governo preoccupata più di non disturbare i vari potentati locali che di dettare l'agenda delle cose necessarie a fermare il nostro degrado, fa sensazione l'assordante silenzio del Sindaco di Perugia. Ma come c'è un progetto che leva il capoluogo dal suo secolare isolamento e che , liberando la tratta Sant'Egidio – Ellera potrebbe costituire anche la soluzione dei problemi di trasporto e di mobilità urbana e tu non dici niente? Anche qui, dopo un anno, si vede la mancanza assoluta di un progetto generale per la Città. Si perde il tempo nel reinventarsi rievocazioni storiche che i perugini non conoscono e delle quali non hanno mai sentito parlare, su cose molto effimere che hanno la durata di un attimo e non si guarda ai veri problemi del capoluogo a cominciare appunto dalle infrastrutture.

Ma queste, fortunatamente o tragicamente, sono tutte polemiche destinate ad essere buttate nel cestino. Quando arriverà la maxi regione l'Umbria sarà la continuazione periferica della Toscana. E allora le scelte si faranno, eccome se si faranno, ma a Firenze e non a Perugia.