Sanitopoli: il giudice ammette intercettazioni e trojan nel processo Bocci

Respinte le eccezioni della difesa dell'ex segretario regionale Dem. Si torna in aula il 2 luglio per l'incarico al perito
Perugia

Si è dunque deciso che saranno utilizzabili al processo con giudizio immediato contro l’ex sottosegretario Gianpiero Bocci le intercettazione.
Il collegio penale del tribunale di Perugia (presidente Giangamboni, a latere Cavedoni e Ciliberto) si è espresso sulle tre eccezioni mosse dai legali di Bocci (Davide Brunelli e Alessandro Diddi) relative all’utilizzo delle intercettazioni captate in gran parte attraverso l’utilizzo del Trojan nel cellulare di alcuni indagati (ma non dell’allora sottosegretario), respingendo le eccezioni sollevate dalla difesa sulle captazioni, tra qui quelle col trojan, dopo che i pm Mario Formisano e Paolo Abbritti ne avevano chiesto la trascrizione.
La decisione è stata motivata con un’ordinanza di 15 pagine. Bocci ha partecipato all’udienza insieme all’avvocato David Brunelli.
Quella dell'ammissibilità delle intercettazioni è di fatto un nodo centrale, proprio perché su di esse (oltre che su successive ammissioni di alcuni degli indagati e di testimoni) si basa gran parte dell’impianto accusatorio della Procura sul presunto “sistema” per pilotare i concorsi all’ospedale di Perugia.
Il prossimo appuntamento in aula è stato fissato per il 2 luglio, con l’affidamento dell’incarico al perito trascrittore delle intercettazioni ambientali. 
Nei giorni scorsi e dopo diversi rinvii per l’astensione dei penalisti si è anche aperto il processo carico dell’ex direttore generale dell’ospedale di Perugia, Emilio Duca, e dell’ex direttore amministrativo dello stesso nosocomio Maurizio Valorosi.