Inchiesta Sanità, la Cassazione rigetta i ricorsi

Per i giudici sono inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse
Perugia

La Cassazione rigetta i ricorsi degli indagati, dichiarando che sono inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse, essendo venuta meno la misura cautelare nei confronti di Emilio Duca, Maurizio Valorosi e Gianpiero Bocci.
Lo scrive La Nazione Umbria, che riferisce il fatto che il gip, su richiesta della stessa procura, aveva annullato anche le residue esigenze cautelari. Da decidere i profili relativi all'associazione per delinquere, al tentativo di peculato e ad alcune ipotesi di falso. Inizialmente infatti il gip Valerio D'Andria non aveva accolto su questi punti la richiesta di misura cautelare della procura (pm Abbritti e Formisano). Decisione impugnata davanti al tribunale del Riesame presieduto da Giuseppe Narducci che, viceversa aveva stabilito l'esistenza di un'associazione per delinquere ipotizzando anche il coinvolgimento del livello politico. Ovvero la partecipazione al presunto sodalizio dello stesso Bocci, dell'ex governatrice Catiuscia Marini e dell'ex assessore alla sanità, Luca Barberini, tutti indagati. Bocci e Diamante Pacchiarini (già direttore sanitario del Santa Maria della Misericordia) avevano poi rinunciato all'impugnazione in Cassazione. I giudici hanno però ritenuto di dichiarare tutto inammissibile.