Indagato dirigente della questura di Perugia

La procura di Caltanissetta lo accusa di corruzione e di rivelazione di segreto d'ufficio
Perugia

Il primo dirigente della Polizia di Stato Giovanni Giudice della questura di Perugia è indagato dalla procura di Caltanissetta, nell’ambito dell’indagine “Camaleonte”.
Contro di lui sono state formulate gravi accuse, che vanno dalla corruzione, alla rivelazione di segreto d’ufficio, all'accesso abusivo al sistema informatico del ministero dell’Interno. A richiesta o spontaneamente – è scritto – forniva notizie su indagini in corso e in cambio riceveva vantaggi nel prestito a lungo termine di autovetture di grossa cilindrata oppure nell’acquisto di autovetture a prezzi assolutamente inferiori a quelli di mercato e qualche altro favore come la permanenza in alberghi.
Contro di lui, attuale capo della Divisione anticrimine della questura di Perugia, i pm siciliani avevano chiesto gli arresti domiciliari ma il gip ha rigettato l’istanza. Nell’ambito della medesima indagine la guardia di finanza ha eseguito sette ordinanze cautelari, tre in carcere e quattro divieti di dimora nelle province di Caltanissetta e Ragusa, oltre a un decreto di sequestro preventivo di beni e imprese per 63 milioni di euro nei confronti di imprenditori di Gela attivi nei settori della vendita di auto di lusso e immobiliare ritenuti vicini a un noto clan.
Giovanni Giudice, originario di Vittoria in provincia di Ragusa, è arrivato a Perugia nel giugno del 2017. In passato ha prestato servizio al commissariato di Gela, ha diretto la squadra mobile di Caltanissetta e l’ufficio amministrativo di Agrigento. Stesso incarico avuto appena arrivato a Perugia.