Avvocato e giudice accusati di corruzione

I due si sarebbero adoperati per “correggere” almeno due sentenze in favore di altrettanti assistiti del legale
Perugia

L'avvocato del foro di Perugia, Vincenzo Carrese e il giudice di Spoleto, Franco Petriofi, sono indagati per falso e corruzione. Secondo quanto ricostruito dai militari delle fiamme gialle, che hanno svolto le indagini coordinati dal pm Massimo Casucci, i due si sarebbero adoperati per “correggere” almeno due sentenze in favore di altrettanti assistiti del legale.
E dunque, delega di perquisizione alla mano, i militari del nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle, hanno bussato alle porte degli studi dei due professionisti e dopo un'accurata ispezione hanno sequestrato telefoni cellulari, computer e varia documentazione, tra cui alcune sentenze. Al momento le pronunce modificate risulterebbero essere due, ma il sospetto è che si potrebbe essere di fronte ad un sistema, un modus operandi già utilizzato in passato.
Intanto dagli atti verrebbero segnalati numerosi contatti tra i due indagati a ridosso delle sentenze incriminate tra l'ottobre e il novembre dello scorso anno. La situazione è stata invece segnalata in Procura a marzo e da lì sono stati attivati tutti gli accertamenti del caso. Secondo quanto emerso, una delle due sentenze, decisa e scritta in camera di consiglio, sarebbe stata corretta dal giudice, un geometra di Spoleto, che adesso è stato a sua volta indagato assieme al legale. Carrese, difeso dagli avvocati, Luca Gentili e Michele Titoli, rivendica la correttezza del suo operato.