La First Cisl chiede un incontro urgente alla Regione per parlare del futuro della Gepafin

Da mesi la situazione è divenuta insostenibile per le lavoratrici ed i lavoratori della finanziaria
Perugia

Da mesi, come forza sindacale, denunciamo una situazione divenuta insostenibile per le lavoratrici ed i lavoratori della Gepafin Spa - finanziaria controllata della Regione Umbria e intermediario finanziario vigilato da Banca d’Italia - il cui contratto nazionale è disapplicato in alcune parti, e quello integrativo, disdettato da anni, non trova modo di essere rinnovato.

Sappiamo bene che, in questi tempi difficili per il mondo del lavoro, affrontare simili argomenti e fare battaglie di questo genere, può sembrare anacronistico e impopolare agli occhi dell’opinione pubblica. Ma così non è, in quanto è proprio nei momenti più complessi, con l’alibi della crisi, che i diritti dei lavoratori vengono contratti e ridimensionati ben oltre il necessario e il dovuto.

Il personale di Gepafin, in questi due anni, si è distinto per impegno e professionalità nella gestione diretta delle misure “anticovid” emanate dalla Regione Umbria a sostegno del tessuto imprenditoriale; sono state migliaia le posizioni valutate, gestite ed erogate in una continua corsa contro il tempo e con tutte le difficoltà generate dalla pandemia. Il loro operato ha meritato il plauso verbale degli Organi Regionali, ma nessuna attenzione alle legittime istanze rappresentate dai lavoratori e perorate da tempo.

La segreteria First Cisl Umbria si è impegnata da tempo nel merito della problematica esposta, con reiterati, quanto infruttuosi, incontri coi vertici aziendali, nonché, da ultimo, attraverso una lettera inviata alla Presidente della Regione Umbria al fine di sollecitare l’intervento della controllante societaria.

L’unico effetto è stato il silenzio assordante; un atteggiamento che è stato adattato alla situazione ma non alle corrette relazioni fra Sindacato e Istituzioni, che indipendentemente dalla fattispecie, si trovano spesso dalla stessa parte del tavolo ad operare per la difesa dei lavoratori.

Come Segreteria riteniamo inaccettabile e irrispettoso tale atteggiamento di non riscontro. Un comportamento lesivo della dignità di una forza sindacale rappresentativa e da sempre equilibrata come la nostra, ma soprattutto, ingiusto nei confronti di quei tanti lavoratori che meriterebbero rispetto e attenzione, soprattutto a fronte dell'impegno, della serietà e della professionalità dimostrata.

È evidente che tale atteggiamento adottato da parte delle istituzioni e dell'azienda non potrà che divaricare le singole posizioni e aprire un quadro confliggente.