Battaglia legale sui beni di Luciano Gaucci

Battaglia al tribunale amministrativo del Lazio da parte del curatore fallimentare dell'Ac Perugia contro l'esproprio
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Perugia

Battaglia legale per il giardino storico monumentale del castello di Torre Affina, in provincia di Viterbo, che negli anni Novanta appartenne all'allora presidente del Perugia, Luciano Gaucci.
Il servizio dedicato a Gaucci è pubblicato oggi sul Corriere dell'Umbria.
Dove vi si legge: da una parte il Comune di Acquapendente, che nel 2018 ha espropriato il complesso per cercare di recuperare l'area che versava in stato di abbandono da una quindicina d'anni; dall'altra il curatore del fallimento dell'Associazione Calcio Perugia (la procedura è aperta nel capoluogo umbro) che si oppone al provvedimento firmato dal sindaco Angelo Ghinassi. La questione è finita dunque davanti al Tar Lazio che il 20 gennaio discuterà nel merito il ricorso presentato dal curatore che chiede l'annullamento di tutti gli atti che hanno portato all'esproprio. Al centro della contesa i terreni e alcuni immobili che fanno parte del castello di Torre Affina, residenza di Gaucci quando, oltre a guidare una delle più grandi aziende italiane nel settore delle pulizie era proprietario il Perugia e della Viterbese (dal 1997 al 2000 con una promozione in C1). Gestione, quest'ultima, che guadagnò gli onori della cronaca per la scelta del patron di affidare la squadra a un allenatore donna, Carolina Morace. Il castello di Torre Alfina era la base di Luciano Gaucci. Non a caso fu lì che andarono in scena la storica presentazione del campione giapponese Hidetoshi Nakata. Proprio nel giardino storico monumentale Cahen d'Avers, conteso davanti al Tar, Gaucci fece installare una grande statua di Tony Bin, il leggendario purosangue che fece le fortune dell'imprenditore romano, per i cui colori vinse l'Arc de Thiomphe nel 1988. Il complesso finì nel fallimento dell'Ac Perugia, decretato nel 2005. Nel 2000, infatti, Gaucci lo vendette alla società sportiva per 40 miliardi di lire. Per questo il castello e l'intero complesso sono nelle mani del curatore che sta seguendo la procedura. Il castello è stato messo in vendita fin dal 2010, ma tutte le aste finora sono andate deserte, l'ultima lo scorso ottobre.
L'esproprio del Comune di Acquapendente riguarda invece il giardino monumentale quello dove c'è la fontana con la statua di Tony Bin e l'immobile che Gaucci trasformò all'epoca in magazzinospogliatoio per gli impianti sportivi realizzati nell'area del castello. Si tratta di un ex deposito di lance, storica che l'amministrazione comunale intende recuperare per aprirlo al pubblico. 11 Comune nel luglio del 2018 ha dichiarato la pubblica utilità dell'area diffidando la curatela fallimentare a interrompere ogni attività nel giardino e nell'immobile oggetto dell'esproprio. "Quando abbiamo deciso di espropriare l'area versava in uno stato di degrado e abbandono", spiega il sindaco Angelo Ghinassi che aggiunge: "Erano almeno 15 anni che nessuno si occupava di curare quel bene storico che, invece, può essere un'attrattiva per Torre Affina e il nostro Comune. Da quando ne siamo entrati in possesso abbiamo iniziato una graduale opera di recupero che ci ha consentito di organizzare visite ed eventi in uno dei giardini più suggestivi del centro Italia che, senza il nostro intervento, rischiava di sparire".
Il ricorso del fallimento dell'Associazione calcio Perugia è rivolto anche contro la Provincia di Viterbo che, dunque, ha deciso di costituirsi nel giudizio con gli avvocati Paolo Felice e Marta Dolfi.