Peppucci (Lega): insufficienti le mascherine a 50 centesimi inviate all’Umbria

Secondo il consigliere regionale “la Regioneè stata lasciata sola nella gestione dell’emergenza”
Perugia

“Il numero di mascherine a 50 centesimi inviate all’Umbria è totalmente insufficiente. Ancora una volta è l’impatto con la verità a frantumare le false promesse del Governo e del commissario straordinario Domenico Arcuri”. è quanto dichiara il consigliere regionale della Lega, Francesca Peppucci.

“Nell’ambito dell’audizione in Terza Commissione consiliare con i rappresentanti di Federfarma Umbria e Assofarm Umbria – spiega Peppucci - è stato elaborato un quadro definito rispetto alla consistenza delle dotazioni di sicurezza esistenti, ancora oggi obbligatorie nei casi previsti dal nuovo Dpcm, e del percorso fin qui svolto. Dall’incontro è emerso che se oggi ci troviamo in una situazione sotto controllo, non è certo grazie alle mascherine chirurgiche con prezzo di vendita di 50 centesimi, tanto sbandierate dal premier Conte e dal commissario Arcuri, che sono state fatte pervenire in numero talmente esiguo da non soddisfare le necessità del territorio regionale”.

“Non è la prima volta – prosegue Peppucci - che il Governo PD-5 Stelle prende degli impegni che non è in grado di mantenere come nel caso del mancato approvvigionamento sia dei ventilatori polmonari, sia del reagente per tamponi. Nel caso delle mascherine, è stato solo grazie ad accordi diversi da quelli con la Protezione civile che si è potuta garantire la tutela della salute dei cittadini, sopperendo alle gravi carenze dell’esecutivo nazionale. Non prendiamo nemmeno in considerazione i vani tentativi dei rappresentanti del PD di difendere l’operato del Governo, adducendo motivazioni che non giustificano il mancato rispetto degli impegni presi”.

“Ancora una volta – conclude Peppucci - la Regione Umbria è stata lasciata sola nella gestione dell’emergenza da coronavirus. Come gruppo Lega proseguiremo nella strada intrapresa e andremo fino in fondo a questa storia. Non possiamo tacere su una grave situazione che ha seriamente rischiato di compromettere il percorso umbro di ripartenza nella Fase 2, nonché di mettere in pericolo la salute dei cittadini umbri”.