Perugia, blitz della Finanza in Provincia: acquisita la documentazione

Le fiamme gialle hanno esaminato le presenze e l’attività di alcuni dipendenti e di alcuni dirigenti
Perugia

Militari della Guardia di Finanza in Provincia a chiedere informazioni e acquisire documenti. Documentazione che sarebbe legata ad accertamenti da parte della Corte dei Conti. 
Tra i controlli effettuati al vaglio le presenze e l’attività di alcuni dipendenti e di alcuni dirigenti.
Un paio le situazioni esaminate con grande attenzione, una in particolare relative alle presenze in ufficio di un funzionario e all’attività di un dirigente. Non è escluso che l’attività non sia relativa solo alle indicazioni della Corte dei Conti, ma anche da parte della Procura penale.
L’accesso della Finanza è conseguente all’esposto che sul finire dell’inverno aveva inviato proprio a Procura e magistratura contabile il dirigente della polizia provinciale per un braccio di ferro sul pagamento delle indennità di turno agli agenti che hanno gli uffici in via Palermo.
La guerra è quella delle indennità per gli agenti della polizia provinciale chiamati, di volta in volta, in base alle esigenze di sicurezza, dalle ordinanze del questore, a scendere in strada in supporto alle forze dell’ordine.
Dai controlli anti Covid, a quelli delle notti folle dell’acropoli perugina. In sostanza i turni sono stati fatti, il comandante li ha certificati, ma gli uffici non hanno dato il via libera al pagamento.
In questo contesto il comandante della provinciale aveva mandato una lunghissima lettera-esposto (11 pagine con una ventina di allegati). Quattordici gli indirizzi a cui la lettera esposto è stata inviata nei mesi scorsi. E in cima c’erano quelli più pesanti: la Procura della Repubblica e la Procura regionale della Corte dei Conti. Naturalmente c’era il presidente Bacchetta, ma anche la Rsu della Provincia e tutto il personale della Provinciale. Ecco perché quelle undici pagine piene di riferimenti tecnici e normativi, di date, atti e scambi epistolari con altri dirigenti, aveva già creato non poca agitazione in piazza Italia.