L’export umbro fa registrare una crescita dell’8,3%

E un valore di vendite all’estero nei primi nove mesi di 537 milioni di euro
Perugia

La crisi economica da Covid-19 è particolarmente difficile da affrontare perché colpisce sia il versante dell’offerta che quello della domanda, interna ed estera.
In particolare, la pesante flessione del commercio estero genera ripercussioni importanti sulle economie locali, non solo per quelle a forte vocazione esportativa, ma anche per le altre, comunque coinvolte in modo indiretto dal rallentamento della catena di produzione. Va ricordato infatti che l’export è una componente molto importante della domanda finale per la sua elevata capacità propulsiva sulla generazione di valore aggiunto.
Non è un caso che le esportazioni siano state, per il Paese, l’unica componente di domanda che nell’ultimo decennio ha contribuito ad attenuare i contraccolpi della recessione, contrastando la pesante perdita di impulsi generatisi sul fronte interno. Questo è vero soprattutto per quelle regioni a vocazione esportativa  per le quali quello estero è un importantissimo mercato di sbocco; un po’ meno lo è per regioni più autoreferenziali come l’Umbria, sostenute prevalentemente dalla domanda interna.
E comunque va riconosciuto il fatto che le esportazioni distrettuali umbre sono tornate in territorio positivo nel terzo trimestre 2020 con una crescita dell’8,3% e un valore di vendite all’estero nei primi nove mesi di 537 milioni di euro (-6,4% la variazione tendenziale).

L’analisi del Monitor dei Distretti dell’Umbria, realizzata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, mostra come il comparto della Maglieria e abbigliamento di Perugia si siano distinti tra i 160 distretti italiani che hanno fatto registrare nel terzo trimestre 2020 la crescita dell’export maggiore in valore, un dato che si attesta a +12,1%.
Il sistema moda nel terzo trimestre si è mostrato resiliente sia nella componente della maglieria (+13,2%) sia nel comparto dell’abbigliamento (+10,0%). Complessivamente, nei primi nove mesi il distretto è riuscito a limitare il calo delle esportazioni a -7,9%.
La buona reazione nel trimestre estivo è diffusa ai principali mercati di destinazione e in particolare verso gli Stati Uniti (+8,8%), la Federazione Russa (+25,9%) e verso la Cina (+72,9%), a dimostrazione della capacità di cogliere la ripresa dei consumi in particolare nel mercato asiatico.

Una tenuta delle esportazioni è stata evidenziata anche dal distretto dell’Olio umbro, che ha confermato nel periodo analizzato lo stesso valore dei mesi gennaio-settembre 2019: trainante la crescita delle esportazioni verso la Francia, mercato verso il quale il distretto ha più che raddoppiato il valore di export (+128%), divenuto il primo mercato di sbocco. Bene anche le vendite verso la Federazione Russa (+45,7%) e la Svizzera (+34,8%), mentre frenano le esportazioni negli Stai Uniti (-49,7%).

Segna un rimbalzo importante anche il distretto del Mobile dell’alta valle del Tevere che, pur attestandosi ancora in perdita, contiene il calo al -2,1% dopo il crollo del -28,9% nel secondo trimestre. Tra i mercati di destinazione sostengono le esportazioni del distretto le vendite verso la Germania (+13,2%) e la Svizzera (+18,6%), mentre continuano a diminuire le esportazioni verso Francia (-18,7%) e Regno Unito (-16,6%).

I risultati emersi nei mesi estivi in termini di esportazioni testimoniano la buona capacità di reazione del tessuto produttivo distrettuale umbro; le stime sul 2020 restano comunque incerte, penalizzate inoltre dalla recrudescenza della pandemia nei mesi autunnali. Nel corso del 2021 l’export distrettuale potrà tornare a competere e riprendere un percorso di crescita sostenuto da buone prospettive della domanda internazionale soprattutto nella seconda parte dell’anno.

“L’Umbria esprime dei fondamentali solidi, che sono la forza dei nostri distretti industriali. Sono convinto che la situazione economica potrà recuperare appena si normalizzerà quella sanitaria, grazie al vaccino - dichiara Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo -. Nella prima fase del lockdown abbiamo assicurato alle Pmi la necessaria liquidità per resistere all’impatto iniziale, concedendo 7.800 moratorie alle imprese umbre, per un debito residuo pari a 1,2 miliardi di euro, oltre a più di 5.900 finanziamenti per l’emergenza Covid, pari a oltre 500 milioni di euro. In questa seconda fase le aziende si concentrano sulle azioni utili al rilancio, ovvero l’innovazione, l’internazionalizzazione, il rafforzamento del digitale, la svolta green, leve fondamentali per rispondere all’attuale contesto. Noi siamo pronti a fornire il massimo sostegno, non solo finanziario”.

GRUPPO REGIONALE DELLA LEGA: “POSITIVI I DATI SULL’EXPORT UMBRO. PRIMO PASSO VERSO LA RIPRESA”

"Il Gruppo regionale della Lega esprime soddisfazione per i dati relativi all'export umbro, in crescita dell'8,3 per cento nel terzo trimestre del 2020". Lo ha dichiarato il capogruppo, Stefano Pastorelli, a nome di tutti i consiglieri regionali.

"I numeri che emergono dall'analisi del ‘Monitor dei Distretti dell'Umbria’, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo descrivono una situazione ancora incerta a causa del perdurare della pandemia, ma regalano primi segnali incoraggianti di una ripartenza che vedrà l'Umbria impegnata su diversi fronti nell'elaborazione di un percorso complessivo fondamentale per la ripresa del tessuto economico locale. In particolare l'analisi sottolinea il trend positivo del distretto della maglieria e abbigliamento (con un +12,1 percento), del distretto dell'olio umbro e quello del mobile dell'Alta Valle del Tevere, numeri che hanno consentito ai vari comparti di far fronte al complessivo calo del volume di affari nel 2020 dovuto al diffondersi del virus”.

“Certamente – ha concluso Pastorelli - siamo ancora lontani dal parlare di uscita dalla crisi, ma prendiamo atto sia della buona capacità di reazione del tessuto economico umbro, in particolare di settori trainanti, che delle prospettive positive della domanda internazionale. Ripartire dal territorio e dalle eccellenze che storicamente hanno reso l'Umbria un punto di riferimento in Italia e nel mondo: questo dovrà essere il primo passo verso la ripresa".